17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Dal decreto fiscale al referendum il passo è breve

Referendum, il governo Renzi destina 600 milioni alla Campania di De Luca per aggiudicarsi il «sì»?

Con il decreto fiscale appena approvato dalla Camera, il governo Renzi ha destinato 600 milioni di euro alla Campania governata da Vincenzo De Luca. Secondo la Lega Nord si tratta di un «regalo» in vista del referendum costituzionale

ROMA – Il governo Renzi ha destinato 600 milioni di euro alla Regione Campania con il decreto fiscale. Questa cifra monstre, che fa sfigurare i 90 milioni di euro destinati al Molise, fa irritare, invece, le Regioni rimaste completamente a bocca asciutta, come la Lombardia. Secondo alcuni deputati lombardi della Lega Nord, «il Pd avrebbe scelto di regalare» questi soldi alla Regione Campania «per accontentare il suo 'grande elettore' Vincenzo De Luca, che si prodiga per far arrivare a Renzi migliaia di voti per il sì al referendum».

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600 milioni di euro alla Campania di De Luca
Il governo Renzi, con il decreto fiscale appena approvato dalla Camera, ha destinato 600 milioni di euro alla Regione Campania per ripianare il suo debito verso la società di trasporto regionale ferroviario Eav. Nella stessa norma sono previsti anche 90 milioni di euro per il Molise a copertura dei debiti del servizio di trasporto pubblico regionale nei confronti di Trenitalia, ma sembrano briciole rispetto alla cifra monstre destinata alla Campania. Soprattutto se altre Regioni, invece, sono rimaste completamente a bocca asciutta, come la Lombardia a guida leghista. Secondo i deputati della Lega Nord Paolo Grimoldi, Guido Guidesi e Nicola Molteni, l'allocazione delle risorse statali decisa sulla base del potenziale contributo di Vincenzo De Luca alla campagna referendaria del premier.

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Le rimostranze della Lega Nord
«Il Pd con la manovra economica ha scelto di regalare 600 milioni alla Regione Campania per accontentare il suo 'grande elettore' Vincenzo De Luca, che come abbiamo visto si prodiga per far arrivare a Renzi migliaia di voti per il Sì al referendum», dichiarano i deputati leghisti e aggiungono che la richiesta della Lombardia per istituire la zona economica speciale nei territori confinanti con la Svizzera extra UE è stata bocciata perché mancavano 800 milioni per le coperture finanziarie. «Ecco la verità, i 600 milioni per la Campania sprecona di De Luca e per garantirsi migliaia di Si al referendum ci sono, mentre non ci sono gli 800 milioni per quei fessi della Lombardia, che pure ogni anno regalano 54 miliardi di tasse a fondo perduto a questo Stato», proseguono Grimoldi, Guidesi e Molteni.

Un aiuto «tempestivo» al Mezzogiorno
Il presidente del Consiglio, dal canto suo, cerca goffamente di prendere le distanze dal presidente della Regione Campania – soprattutto dopo le sue ultime dichiarazioni contro Rosy Bindi -, ma poi ne sposa la causa affrettandosi a mettere a disposizione le risorse necessarie all'amministrazione. «Non condivido i metodi di Vincenzo De Luca, ma se tutto il Sud fosse stato amministrato come Salerno, avremmo un punto di Pil in più», ha dichiarato nei giorni scorsi il premier, Matteo Renzi. E ha motivato quei 600 milioni di euro destinati all'amministrazione De Luca sostenendo che «è una vergogna che alcune regioni non siano messe nelle condizioni di fare ciò che serve al Paese»: perché «se Pompei crolla fa una figuraccia tutto il Paese, non solo la Campania». Il governo sembra animato dalle migliori intenzioni, ma sarà un caso che questo improvviso trasporto per il Mezzogiorno coincida con quello che potrebbe essere uno degli appuntamenti elettorali più importanti di tutta la carriera politica renziana?