9 agosto 2022
Aggiornato 00:00
Corsa al Quirinale

Romano Prodi: «Berlusconi al Quirinale? Aspirazione legittima ma impari a contare»

L'ex Presidente del Consiglio: «So contare, quindi seppure questo Pd non fosse più quello dei 101, è troppo piccolo per dare le carte». D'Alema: «Draghi al Colle e voto? Oltre il limite della stravaganza»

Romano Prodi
Romano Prodi Foto: ANSA

«So contare, quindi seppure questo Pd non fosse più quello dei 101, è troppo piccolo per dare le carte» per il Quirinale. Così in una intervista a 'La Stampa' Romano Prodi che su Silvio Berlusconi aggiunge: il Colle «è un suo legittimo desiderio, ma se anche Berlusconi imparasse a contare, capirebbe che non è realizzabile».

Prodi dà un giudizio positivo sull'operato di Enrico Letta che fa «un lavoro paziente che tende a unire e finalmente sta dando frutto. Ulivo o non Ulivo, ciò che conta è mettere insieme i riformisti».

Per quanto riguarda il rapporto con il M5s, «ho interpretato le ultime comunali come un esperimento e tutto sommato la ritengo un'alleanza possibile. Ma in alcuni processi di cambiamento i 5 stelle devono fare grandi passi avanti. Pensavo che dopo l'uscita di Di Battista il processo accelerasse» ma «è un percorso ben più lento. Se ci sono nuove scissioni, il Movimento è finito. Se si dividono ancora, vanno a finire in nulla».

«La situazione di Renzi è molto difficile. Da solo non può stare, col Pd fa a botte quotidianamente. È la sua vita che l'ha portato a destra. Se rompi, rompi, rompi... c'è stato un attimo in cui progettava di dar vita a un centro moderato, poi si è messo a litigare anche con quel poco di centro che c'è!».

D'Alema: «Draghi al Colle e voto? Oltre il limite della stravaganza»

Sarebbe «oltre il limite della stravaganza» pensare di eleggere Mario Draghi al Quirinale e portare il Paese alle elezioni anticipate in un momento come questo. Lo scrive Massimo D'Alema in un editoriale per la rivista di 'Italianieuropei', anticipato da Huffington post.

«Una parte della destra - afferma - coltiva l'idea di eleggere l'attuale presidente del Consiglio al Quirinale, pagando così un prezzo di 'legittimazione europea', per poi andare allegramente a elezioni. Nella primavera del 2022 scadono gran parte dei termini per l'assegnazione dei fondi europei ai progetti. L'idea che noi ci possiamo trovare in una campagna elettorale mi pare oltre il limite della stravaganza consentita, in un paese che pure non è nuovo alle licenze. È evidente che interrompere, o anche soltanto indebolire l'azione del governo in carica sarebbe contrario agli interessi fondamentali del nostro paese».

D'Alema sottolinea che «non vi è alcun partito né alcun leader che possa proporsi come 'demiurgo' di questa elezione (per il Quirinale, ndr). È evidente che occorre un dialogo tra le maggiori forze politiche per individuare, anche eventualmente al di fuori dell'impegno istituzionale, personalità che abbiano qualità e prestigio per assolvere ai compiti del capo dello Stato». E, appunto, sarebbe bene se la scelta cadessi su «una donna».

Di certo, conclude, «il primo compito di un nuovo capo dello Stato deve essere quello di consolidare la stabilità del governo in carica. Dalla pandemia «non siamo ancora fuori» e «abbiamo l'opportunità di uno straordinario programma europeo di investimenti di cui l'Italia è il paese principalmente beneficiario. Ma anche qui la messa a punto dei progetti, la predisposizione delle gare pubbliche per l'assegnazione dei fondi e tutte le altre procedure necessarie per dare concretezza a questa grande opportunità rappresentano una sfida aperta e dall'esito, voglio dirlo per onestà, non certo».

Bindi: «Quirinale? Io non candidata, Berlusconi inadeguato»

Rosy Bindi assicura di non essere una candidata per il Quirinale e spiega che invece Silvio Berlusconi è «inadeguato», in base alla Costituzione. Parlando a 'Otto e mezzo' la Bindi ha spiegato: «Io non sono candidata al Quirinale e sono abituata a rispondere alle domande importanti nelle sede proprie, non in televisione».

L'ex ministra ha poi aggiunto: «Se facciamo il profilo del nostro Presidente della Repubblica, basandosi sulla Costituzione, quello di Silvio Berlusconi non é adeguato».