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E' un'altra Turchia, è un'altra Chiesa, è un altro mondo

La visita di Papa Francesco nel paese anatolico ha ricalcato quella di Benedetto XVI nel 2006. Ma le differenze sono talmente profonde da rendere difficilmente paragonabile le due visite. E da rendere il viaggio appena concluso di Jorge Mario Bergoglio, che ha visitato Ankara da venerdì a ieri sera, meno spettacolare di quello di Joseph Ratzinger ma, paradossalmente, più incisivo.

Il Papa nel cuore dell'Europa

Non Londra, non Parigi, non Berlino. Papa Francesco, il primo pontefice latino-americano della storia, il primo della globalizzazione, sceglie Strasburgo (dopo la "periferica" capitale albanese Tirana) per il suo primo viaggio nel cuore dell'Europa, che compie oggi in meno di quattro ore.

«Oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto!»

Così Papa Francesco a bordo del volo che lo riportava da Seoul a Roma. «E' un mondo in guerra dove si fanno queste crudeltà», ha proseguito Bergoglio a quanto riportato tra l'altro dal sito Vatican Insider: «Ma vogliamo fermarci a pensare un po' al livello di crudeltà a cui siamo arrivati? E questo ci deve spaventare».

Il Papa si rivolge a tutta l'Asia

L'importanza del viaggio di Papa Francesco in Corea «è legata essenzialmente a tre fattori». E' quanto spiega il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in un'intervista al Centro televisivo vaticano (Ctv), alla vigilia del terzo viaggio internazionale del Pontefice.

Papa: Hasta siempre Cuba

Benedetto XVI ha lasciato Cuba sotto la pioggia, ieri pomeriggio, con questo saluto e un doppio messaggio al Governo di Raul Castro (non limitare le «libertà fondamentali») e agli Stati Uniti (l'embargo pesa «negativamente sulla popolazione»)

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