19 ottobre 2021
Aggiornato 04:00
Il viaggio del Pontefice in America Latina

Papa, al via viaggio Messico-Cuba: Il Marxismo non è più risposta

«Mi sento in assoluta continuità con le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II» - ha detto il Papa in riferimento al viaggio che Wojtyla compì a Cuba nel 1998. Oggi giornata «leggera», visita a Calderon nel pomeriggio

LA HAVANA - Lungo la strada che percorrerà nell'ultima tappa del suo viaggio, dall'aeroporto internazionale Jose Marti dell'Havana, intitolato all'idolo dell'indipendentismo cubano e al riferimento ideale di Fidel Castro, al centro della capitale cubana, è stato issato uno striscione Bienvenido a Cuba Su Santidad Benedicto XVI, stesso motto usato in un editoriale di Granma, il quotidiano ufficiale di Cuba. Ma lungo la strada che giunge a Plaza de la Revolucion, assenti i cartelloni pubblicitari, sono stati ripitturati di fresco anche gli slogan cari alla rivoluzione castrista: Fieles a nuestra historia, Los cambios a Cuba son par el socialismo, Mas unidos y combativos e, se non fosse chiaro, Socialismo o muerte. Raul e Fidel Castro, insomma, accolgono a braccia aperte il capo della cattolicità, ma senza rinunciare alle proprie idee.

Nessuno - né i vertici cubani né la Santa Sede - ha voglia di polemiche. Ma entrambi sono pronti a un incontro franco, per quanto cordiale. Benedetto XVI ne ha dato un assaggio nel colloquio che, come ad ogni viaggio internazionale, ha avuto ieri con i giornalisti che lo accompagnavano sul volo papale.
«Mi sento in assoluta continuità con le parole del Santo Padre Giovanni Paolo II - ha detto il Papa in riferimento al viaggio che Wojtyla compì a Cuba nel 1998 - che sono ancora attualissime. Con questa visita è stata inaugurata una strada di collaborazione e di dialogo costruttivo; una strada che è lunga e che esige pazienza, ma che va avanti. Oggi - ha aggiunto - è evidente che la ideologia marxista com'era concepita non risponde più alla realtà: così non si può più rispondere nel costruire una nuova società, devono essere trovati nuovi modelli, con pazienza e in modo costruttivo. In questo processo, che esige pazienza ma anche decisione, vogliamo aiutare in spirito di dialogo, per evitare traumi e per aiutare verso una società fraterna e giusta. E' ovvio che la Chiesa sta sempre dalla parte della libertà: libertà della coscienza, libertà della religione».