28 marzo 2020
Aggiornato 19:00
Terzo viaggio apostolico di Papa Francesco

Un Papa sorvola la Cina per prima volta

Paese con il quale la Santa Sede non ha rapporti diplomatici dall'epoca di Mao Tse-tung e alle cui autorità, come è consuetudine quando un aereo papale sorvola un paese, Jorge Mario Bergoglio potrebbe di conseguenza inviare un inedito messaggio augurale.

CITTÀ DEL VATICANO - Papa Francesco parte nel pomeriggio di oggi, alle 16, dall'aeroporto di Fiumicino, alla volta della Corea per il terzo viaggio internazionale del suo Pontificato. L'arrivo a Seoul è previsto, 11 ore e mezza dopo, per le 10.30 di domani, in Italia saranno le 3.30 del mattino. Nella prima giornata, il Papa incontrerà il presidente della Corea, la signora Park Geun-hye, le autorità istituzionali e una rappresentanza del corpo diplomatico. Nel pomeriggio, ora locale, ci sarà l'incontro con i vescovi coreani.

PRIMA VOLTA - Sarà la prima volta in assoluto che un Papa sorvolerà la Cina, paese con il quale la Santa Sede non ha rapporti diplomatici dall'epoca di Mao Tse-tung e alle cui autorità, come è consuetudine quando un aereo papale sorvola un paese, Jorge Mario Bergoglio potrebbe di conseguenza inviare un inedito messaggio augurale. Anni fa, nel 1989, a Papa Giovanni Paolo II questo «permesso» fu negato dalle autorità di Pechino. L'aereo papale, che da Roma doveva raggiungere Seul (6 - 9 ottobre 1989), dovette fare una rotta più lunga. L'aereo del Papa fu autorizzato per la prima volta nella storia del Papato, quella volta, a sorvolare l'Unione Sovietica e Papa Wojtyla inviò un telegramma di saluto e auguri all'allora Presidente nonché Segretario del Partito Comunista dell'URSS, Mikhail Gorbaciov. Precedentemente, nel 1984, il velivolo di Papa Giovanni Paolo II non aveva avuto l'autorizzazione, in realtà non era stata nemmeno richiesta, per sorvolare lo spazio aereo sovietico.

VIAGGIO PER I GIOVANI «ESCLUSI» DEL GMG DI RIO - «Non credo che Francesco avesse in progetto una visita nel nostro Paese quando gli scrissi la mia prima lettera. Sapendo quanto i giovani fossero nel cuore del Papa e della Chiesa, e quanto il Papa e la Chiesa fossero nel cuore di tanti giovani, gli raccontai della sofferenza di molti dei nostri ragazzi per non poter partecipare alla gmg di Rio de Janeiro. Un po' per motivi economici, un po' anche per motivi politici. Certo, scrissi, avrebbero sofferto molto meno se avessero saputo che al prossimo raduno per la giornata della gioventù asiatica avrebbe partecipato il Pontefice. Papa Francesco probabilmente non ha neppure finito di leggere la mia lettera che già aveva impugnato carta e penna per assicurarci della sua venuta». Lo afferma all'Osservatore Romano Monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, la diocesi coreana che ospiterà l'incontro di Papa Francesco con i giovani asiatici.

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