13 novembre 2019
Aggiornato 18:30
L'affondo del Papa

«Oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto!»

Così Papa Francesco a bordo del volo che lo riportava da Seoul a Roma. «E' un mondo in guerra dove si fanno queste crudeltà», ha proseguito Bergoglio a quanto riportato tra l'altro dal sito Vatican Insider: «Ma vogliamo fermarci a pensare un po' al livello di crudeltà a cui siamo arrivati? E questo ci deve spaventare».

ROMA - «Oggi noi siamo in un mondo in guerra, dappertutto! Qualcuno mi diceva: lei sa, padre, che siamo nella terza guerra mondiale, ma fatta a pezzi. A capitoli». Così Papa Francesco a bordo del volo che lo riportava da Seoul a Roma. «E' un mondo in guerra dove si fanno queste crudeltà», ha proseguito Bergoglio a quanto riportato tra l'altro dal sito Vatican Insider.

«Vorrei fermarmi su due parole. La prima è crudeltà. Ora i bambini non contano! Una volta si parlava di una guerra convenzionale, ora questo non conta. Non dico che le guerre convenzionali siano cosa buona, no. Ma oggi va la bomba e ammazza l'innocente con il colpevole, il bambino con la donna, la mamma: ammazza tutti. Ma vogliamo fermarci a pensare un po' al livello di crudeltà a cui siamo arrivati? E questo ci deve spaventare. Non è per fare paura. Il livello di crudeltà della umanità in questo momento è da spaventare un po'». Quanto alla tortura, «oggi la tortura è uno dei mezzi direi quasi ordinari nei comportamenti dei servizi di intelligence e in alcuni processi giudiziari... E la tortura è un peccato contro l'umanità, un delitto contro umanità».

Il Papa rivendica anche l'incontro di preghiera che ha presieduto in vaticano con i presidenti di Israele e Palestina, Shimon Peres e Mahmoud Abbas (Abu Mazen): «La preghiera per la pace assolutamente non è stata un fallimento». E' stato un fallimento? «Io credo che la porta sia aperta». Certo, «dopo la preghiera in Vaticano è arrivato quello che è arrivato. Ma questo è congiunturale. Quell'incontro non era congiunturale è un passo fondamentale dell'atteggiamento umano, una preghiera. Adesso il fumo delle bombe e delle guerre non lasciano vedere quella porta, ma la porta è rimasta aperta da quel momento. Credo in Dio, credo nel Signore, quella porta è rimasta aperta e chiediamo che Lui ci aiuti».