17 agosto 2022
Aggiornato 00:00
Viaggi Apostolico in Corea

Il Papa si rivolge a tutta l'Asia

L'importanza del viaggio di Papa Francesco in Corea «è legata essenzialmente a tre fattori». E' quanto spiega il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in un'intervista al Centro televisivo vaticano (Ctv), alla vigilia del terzo viaggio internazionale del Pontefice.

CITTA DEL VATICANO - L'importanza del viaggio di Papa Francesco in Corea «è legata essenzialmente a tre fattori». E' quanto spiega il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin in un'intervista al Centro televisivo vaticano (Ctv), alla vigilia del terzo viaggio internazionale del Pontefice. «Il primo fattore - afferma il cardinale - è che il Papa, per la prima volta, si reca nell'Estremo Oriente, una regione del mondo che acquista una rilevanza sempre più accentuata nella politica e nell'economia mondiale. Va il Papa per rivolgersi a tutto il continente, non soltanto alla Corea. Certo, il viaggio è per la Corea, però ha come destinatari tutti i Paesi del continente, grazie proprio alla celebrazione della Giornata asiatica della gioventù, che si svolgerà in Corea e alla quale parteciperanno rappresentanze dei giovani dei Paesi vicini. E poi, il terzo aspetto, è quello del futuro, la gioventù rappresenta il futuro, quindi il Papa si rivolge al futuro di questo continente, si rivolge al futuro dell'Asia».

Cuore del viaggio sarà l'incontro con i giovani dell'Asia. «Il messaggio che io credo il Papa porterà a questi giovani - dice il card. Parolin - è che devono diventare protagonisti della vita della Chiesa. Quindi una presenza attiva, una presenza partecipe, una presenza fatta di collaborazione e di corresponsabilità. La Chiesa ha bisogno dei giovani, ce lo ricordava san Giovanni Paolo II, ce lo ricorda Papa Francesco. Quindi un protagonismo all'interno della Chiesa e un protagonismo anche nella missione. I giovani, e questa è la chiamata fondamentale, devono diventare, evangelizzatori dei loro coetanei, quindi siamo sempre sulla linea dell'evangelizzazione». Altri momenti del viaggio saranno la beatificazione dei 124 martiri coreani, l'incontro con i superstiti e i parenti delle vittime del naufragio del Sewol e la celebrazione della Messa per la pace e la riconciliazione nella cattedrale di Myeong-dong a Seoul.
«Il viaggio del Papa - conclude il cardinale Parolin riflettendo sulle due Coree divise - aiuterà nell'opera di solidarietà, nei confronti delle popolazioni che si trovano nel bisogno, nella necessità», e cercherà di «favorire, nella misura del possibile, aperture di spazi di comunicazione e di dialogo, perché io credo, ed è una convinzione che il Papa ha ribadito tante volte, che soltanto attraverso questa comunicazione e questo dialogo si possono anche risolvere i problemi che ancora esistono».