16 ottobre 2021
Aggiornato 21:00
Ma l'era Wojtyla è lontana

Il Papa a Cuba vedrà Fidel Castro

La visita del Pontefice, ha detto di recente lo stesso Cardinale Ortega, rappresenterà «una sorta di culmine, di climax» della «primavera della Chiesa» in corso nell'isola caraibica

CITTÀ DEL VATICANO - Incontrerà molto probabilmente Fidel Castro, Papa Benedetto XVI, nel corso del viaggio che il Papa compirà a Cuba dal 26 al 28 marzo, come fece nel 1998 Giovanni Paolo II. L'era del suo predecessore, però, è molto distante.
L'incontro è «una cosa possibile», detto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, in un briefing con i giornalisti. «E' un'eventualità, è una cosa possibile. Non è nel programma, non è certo se e quando questo incontro avverrà, ma se (Fidel Castro, ndr.) desidererà incontrare il Santo Padre, il Santo Padre sarà disponibile».

La situazione è molto diversa, però, da quella di Wojtyla. Non solo perché all'epoca il lider maximo non aveva ancora passato il potere al fratello Raul, che riceverà Benedetto XVI a Cuba. «Le differenze - spiega Mauro Castagnaro sul mensile dei gesuiti Popoli - riguardano prima di tutto le relazioni tra la Chiesa locale e il governo, migliorate in questi ultimi 14 anni fino a culminare nell'inedita mediazione svolta dal cardinale Jaime Ortega y Alamino, arcivescovo dell'Avana, e dal presidente della Conferenza dei vescovi cattolici di Cuba (Cocc), monsignor Dioniso Garcia, ordinario di Santiago de Cuba, per la liberazione di 126 detenuti, tra cui tutti quelli considerati «prigionieri di opinione» da Amnesty International. Ad essi si sono aggiunti i quasi 3mila destinatari dell'indulto, deciso dal governo su richiesta delle Chiese cattolica e protestanti, anche in vista dell'arrivo del papa. Questo esito viene, in gran parte, ascritto dagli osservatori alla strategia di rapporti con le autorità così sintetizzata dal primate cubano: 'La via è il dialogo, con la pressione non si arriva da nessuna parte'». La visita del Papa, ha detto di recente lo stesso Ortega, rappresenterà «una sorta di culmine, di climax» della «primavera della Chiesa» in corso nell'isola caraibica.

Il lungo viaggio in Messico e Cuba riprova che il Pontefice sta bene - Il Papa «sta molto bene» di salute: lo ha affermato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, rispondendo alle domande dei giornalisti in un briefing sulla visita di Benedetto XVI in Messico e a Cuba (23-29 marzo).
«Il fatto che affronti un lungo viaggio - ha detto Lombardi - significa che si sente di fare impegni così gravosi, il che è segno che sta molto bene per la sua età e le sue forze».