21 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Viaggi Apostolici

Il Papa in Giappone sulle orme dei missionari gesuiti

La Santa Sede ha confermato oggi che Francesco visiterà Tokyo, Nagasaki ed Hiroshima dal 23 al 26 novembre, dopo una tappa in Thailandia

Papa Francesco
Papa Francesco ANSA

CITTÀ DEL VATICANO - Il viaggio annunciato oggi in Giappone, il prossimo novembre, avvera un desiderio coltivato fin da giovane dal Pontefice gesuita. La Santa Sede ha confermato oggi che Francesco visiterà Tokyo, Nagasaki ed Hiroshima dal 23 al 26 novembre, dopo una tappa in Thailandia, che visiterà dal 20 al 23 novembre.

Sulle orme dei missionari gesuiti

E il paese del Sol levante è sempre stato nel cuore di ogni buon gesuita. Qui nel 1549 giunse missionario Francesco Saverio, uno dei primi compagni del fondatore della compagnia di Gesù, sant'Ignazio di Loyola e l'attenzione dei gesuiti verso il Giappone «se possibile, si è anche rafforzata negli ultimi decenni», sottolinea su Vatican News Alessandro Gisotti, «considerando che due degli ultimi prepositi generali, Pedro Arrupe e Adolfo Nicolás, hanno vissuto molti anni in Giappone». Uno sforzo di inculturazione paziente, quello dei gesuiti, che «non confida in un rapido successo e nei risultati immediati, perché Dio va a tre miglia all'ora, cioè secondo il passo dell'uomo», come notava proprio padre Nicolás in un articolo pubblicato nel 2014 dalla Civiltà Cattolica.

La forza dei fedeli laici

Lo stesso Papa a parlare con ammirazione, in un'omelia a Santa Marta all'inizio del suo Pontificato, dalla Chiesa giapponese, che, ricorda sempre Gisotti, è rimasta viva nonostante le persecuzioni subite tra il XVI e XVII secolo. A colpire il Papa è soprattutto la forza dei fedeli laici, dei battezzati, che hanno permesso alla Chiesa di superare la tormenta. Quando i missionari tornarono, rammenta, trovarono «tutte le comunità a posto, tutti battezzati, tutti catechizzati, tutti sposati in chiesa». Tema che ha poi incrociato il film Silence sulla travagliata esperienza dei missionari gesuiti in Giappone nei secoli passati tra mille persecuzioni, che il regista Martin Scorsese ha realizzato grazie al sostegno del padre gesuite statunitense James Martin ed ha poi presentato a Roma.

Un sogno giovanile che ora si realizza

Sulle orme dei suoi eroici confratelli del passato, Jorge Mario Bergoglio avrebbe voluto partire in missione in Giappone da giovane gesuita, ma il superiore, in considerazione della sua salute intaccata da un'operazione giovanile al polmone, rifiutò e lo tenne in Argentina. Un sogno giovanile svanito, dunque, che ora si realizza. Non prima - e forse non è un caso che abbia atteso il sesto anno di pontificato - di aver siglato, l'anno scorso, uno storico accordo sulle ordinazioni episcopali con la Cina: altro paese al quale il Pontefice gesuita guarda con enorme simpatia, ma che forse nel pieno dei negoziati riservati tra Roma e Pechino non avrebbe apprezzato un viaggio del Papa in Giappone.