25 giugno 2017
Aggiornato 15:30
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Darfur, ribelli sconfitti?

Armate di lanciarazzi, decine di jeep sequestrate ai ribelli sono state esibite oggi dall'esercito sudanese a Nyala, capitale del Darfur del Sud, a dimostrazione della vittoria decisiva riportata sui rivoltosi a 12 anni dall'inizio del conflitto nella regione occidentale del Sudan.

Darfur: non rimandiamo la pace

In occasione della Giornata mondiale per il Darfur, attivisti di varie ong hanno manifestato in molte capitali per scongiurare il mancato rinnovo della missione di pace Unamid dell'Onu, dispiegata nel 2008 per proteggere le vittime del Darfur. Sostegno all'iniziativa giunto anche da Mattarella, Boldrini e Grasso.

Meriam è «al sicuro»

Gli Stati Uniti hanno assicurato che la donna cristiana sudanese la cui condanna a morte per apostasia era stata annullata ieri non si trova agli arresti. Washington sta tentando di farla uscire dal Sudan con il marito, un americano, e i due figli.

Meriam a casa con il figlio

Libera. Finalmente libera. Si chiude così l'odissea di Meriam, la giovane sudanese di 27 anni condannata a cento frustate prima e alla pena di morte poi con l'accusa di apostasia, cioè per la sola colpa di aver abbracciato la religione cristiana dopo aver sposato un cristiano, nonostante il padre fosse musulmano (la madre anche lei cristiana).

«In Sud Sudan eccidio abominevole»

«Siamo inorriditi per le informazioni, secondo le quali i combattenti alleati del capo dei ribelli Riek Machar hanno massacrato centinaia di civili innocenti a Bentiu. Le immagini e i resoconti di questi attacchi scioccano le coscienze: cadaveri ammucchiati all'interno di una moschea, pazienti uccisi in un ospedale», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney

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