30 marzo 2020
Aggiornato 13:00
Sudan

Meriam è «al sicuro»

Gli Stati Uniti hanno assicurato che la donna cristiana sudanese la cui condanna a morte per apostasia era stata annullata ieri non si trova agli arresti. Washington sta tentando di farla uscire dal Sudan con il marito, un americano, e i due figli.

WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno assicurato che Meriam, la donna cristiana sudanese la cui condanna a morte per apostasia era stata annullata ieri, non si trova agli arresti. Washington sta tentando di farla uscire dal Sudan con il marito, un americano, e i due figli.
«Il Dipartimento di Stato è stato informato dal governo sudanese che la famiglia era stata momentaneamente fermata per diverse ore all'aeroporto per ragioni relative al loro viaggio(...) Non sono stati arrestati», ha dichiarato la portavoce della diplomazia americana, Marie Harf.

La versione del Governo sudanese
Un funzionario del ministero degli Esteri sudanese ha confermato che Meriam sarà rilasciata «presto» dopo essere stata arrestata di nuovo oggi all'aeroporto di Khartoum. Già l'organizzazione Italians for Darfur aveva riferito di un imminente rilascio, citando l'ambasciatrice del Sudan in Italia.
Abdullahi Alzareg ha spiegato alla BBC che la donna e la sua famiglia sono stati arrestati per documenti di viaggio non in regola. La donna è sposata con un sud-sudanese che ha la cittadinanza americana. Secondo il funzionario, Meriam avrebbe usato documenti sud-sudanesi con un visto USA. Uno dei legali della donna, el-Shareef Ali, ha denunciato all'emittente inglese di non aver potuto assistere la propria cliente.
Meriam era stata condannata all'impiccagione per aver rifiutato di rinnegare la propria fede cristiana e alla fustigazione per adulterio. La legge islamica in vigore in Sudan non riconosce, infatti, il matrimonio con un cristiano. Ieri La Corte d'appello del Sudan aveva disposto il rilascio della donna.

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