16 dicembre 2019
Aggiornato 04:00
Guerre

«In Sud Sudan eccidio abominevole»

«Siamo inorriditi per le informazioni, secondo le quali i combattenti alleati del capo dei ribelli Riek Machar hanno massacrato centinaia di civili innocenti a Bentiu. Le immagini e i resoconti di questi attacchi scioccano le coscienze: cadaveri ammucchiati all'interno di una moschea, pazienti uccisi in un ospedale», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney

GIUBA - I massacri e le violenze nel Sud Sudan sono stati definiti un «abominio» dagli Stati Uniti dopo che centinaia di civili sono stati trucidati da parte dei ribelli sudanesi.

IL MASSACRO DI BENTIU - Lunedì, la missione dell'Onu in Sud Sudan (Unmiss) aveva accusato i ribelli sudanesi del sud guidati dall'ex vicepresidente Riek Machar di aver ucciso centinaia di civili dal 15 aprile, giorno in cui le milizie irregolari hanno affermato di aver riacquistato il controllo della città di Bentiu.

USA, IMMAGINI CHE SCIOCCANO COSCIENZE - «Siamo inorriditi per le informazioni provenienti dal Sud Sudan, secondo le quali i combattenti alleati del capo dei ribelli Riek Machar hanno massacrato centinaia di civili innocenti a Bentiu», ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. «Le immagini e i resoconti di questi attacchi scioccano le coscienze: cadaveri ammucchiati all'interno di una moschea, pazienti uccisi in un ospedale, decine di civili assassinati sulle strade, apparentemente in ragione della loro appartenenza etnica o della loro nazionalità», ha ricordato Carney.

UNICEF, EMERGENZA ACQUA - Intanto continua l'esodo di decine di migliaia di persone dopo l'escalation delle violenze etniche della scorsa settimana nella regione di Bentiu, nel Sud Sudan. Gli sfollati ricevono un solo litro di acqua potabile al giorno nella base delle Nazioni Unite, ormai sovraffollata, come riferisce l'Unicef, precisando che questo afflusso, unito alla continua insicurezza e all'inizio della stagione delle piogge, ha creato una pressione insostenibile sulla risposta alle necessità delle oltre 23mila persone ospitate presso il sito di accoglienza gestito dalle Nazioni Unite.
«Coloro che sono sopravvissuti alle violenze terribili devono ora affrontare il rischio reale di contrarre fatali epidemie di malattie causate dall'acqua», ha detto il rappresentante dell'Unicef in Sud Sudan, Jonathan Veitch. «I bambini hanno subito violenze indicibili. Non devono continuare a soffrire in luoghi che dovrebbero fornire loro sicurezza», ha aggiunto. I camion che portano acqua fresca ogni giorno al campo devono affrontare tragitti poco sicuri e spesso vengono bloccati su strade fangose; le piogge hanno anche reso inagibili un certo numero di latrine al campo, dove ora è utilizzabile una latrina ogni 350 persone. Molti dei partner umanitari dell'Unicef hanno dovuto lasciare la zona a causa della situazione di insicurezza.