27 novembre 2021
Aggiornato 12:00
Mentre infuriano le proteste

Immigrazione, Trump blocca gli arrivi da 7 Paesi musulmani

Donald Trump ha sospeso per tre mesi il decreto per l'accoglienza di rifugiati da 7 Paesi musulmani, compresi Iraq e Siria, considerati a rischio radicalizzazione

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WASHINGTON - Altra promessa mantenuta, che ha già scatenato polemiche da tutto il mondo. Dopo lo stop al TPP ampiamente annunciato, il presidente americano Donald Trump ha sospeso per decreto il programma di ammissione dei rifugiati, uno dei più ambiziosi al mondo per accoglienza delle vittime di conflitti. Creato per legge dal Congresso nel 1980, il programma federale di reinsediamento dei rifugiati ha permesso di accogliere negli Stati Uniti circa 2,5 milioni di persone, secondo l'istituto di ricerca Pew.

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Il decreto di Trump
Il decreto, intitolato «Proteggere la nazione contro l'ingresso di terroristi stranieri negli Stati Uniti» prevede di bloccare per quattro mesi il programma di accoglienza e di congelare per tre mesi l'ingresso negli Stati Uniti dei cittadini di sette Paesi musulmani, considerati dal team a rischio radicalizzazione: si tratta di Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen,

Massimo 50mila ingressi nel 2017
Anche i profughi siriani, dunque, fuggiti a milioni dal conflitto in corso dal 2011 e di cui 18.000 sono stati accolti negli Stati Uniti, non potranno più entrare, finché il Presidente non deciderà che non costituiscono più una minaccia. Tramite il programma in questione, nell'anno fiscale 2016 (dal 1 ottobre 2015 al 30 settembre 2016), gli Stati Uniti di Barack Obama hanno accolto 84.994 rifugiati di tutte le nazionalità, di cui poco più di 10.000 provenienti dalla Siria. Nel settembre 2015, sulla scia del flusso migratorio senza precedenti che stava colpendo l'Europa, l'amministrazione Obama aveva ammesso di poter fare di più, e si era posta l'obiettivo di accogliere 110.000 rifugiati nell'anno fiscale 2017. Stando al decreto firmato da Trump, la nuova amministrazione accoglierà solo 50.000 persone.

Trump: siamo nel giusto, guardate che caos in Europa
Trump ha difeso a spada tratta la propria decisione, nonostante le proteste di manifestanti, leader politici e ong. «Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e controlli estremi, ADESSO», ha detto. «Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e, anche, nel mondo, un caos orribile!». Parole che però non hanno convinto i manifestanti che, secondo quanto riportano Cnn e Bbc, si sarebbe riunito fuori dalla Casa Bianca. La stampa riporta anche di proteste a New York, in molti aereoporti in tutti gli Stati Uniti, a Washington, a Los Angeles, San Francisco, Chicago, Dallas, Denver, Seattle e Boston.

Via libera ai possessori di greencard
E se un giudice federale americano ha bloccato le espulsioni di migranti e altri viaggiatori bloccati ieri negli aeroporti statunitensi, si rincorrono le precisazioni e le aggiunte sul decreto. Il capo dello staff della Casa Bianca, Reince Priebus, ha spiegato che il bando temporaneo «non include i possessori di greencard», ma chiunque provenga o torni da un viaggio dai sette Paesi inclusi nel decreto, anche i cittadini americani, sarà sottoposto a controllo. Sono molti, però, i cittadini che sono stati respinti: anche sei siriani, alcuni di religione cristiana, che sono stati rimandati indietro dall'aeroporto di Philadelphia a Beirut.

(con fonte afp)