18 gennaio 2020
Aggiornato 08:00
Oggi premier designato riunisce governo a Tunisi

Libia, l'appello dei Paesi vicini: fermate l'Isis o il terrore si espanderà

Riuniti ieri ad Algeri, i ministri e i rappresentanti dei Paesi vicini alla Libia hanno espresso grande preoccupazione per l'espansione del terrorismo, sollecitando un rafforzamento e un miglior coordinamento delle iniziative di contrasto ai jihadisti

ALGERI - Riuniti ieri ad Algeri, i ministri e i rappresentanti dei Paesi vicini alla Libia hanno espresso «grande preoccupazione per l'espansione del terrorismo», sollecitando «un rafforzamento e un miglior coordinamento delle iniziative» di contrasto ai jihadisti dello Stato islamico (Isis), di al Qaida e di Ansar al Sharia. Nel comunicato finale del vertice i rappresentanti degli Stati confinanti hanno inoltre ribadito «la determinazione dei propri Paesi a garantire un pieno sostegno alle autorità libiche per la creazione di un governo di accordo nazionale» e «a sostenere i loro sforzi per la ricostruzione».

Roadmap
Oltre ai ministri e ai rappresentanti di Algeria, Tunisia, Egitto, Sudan, Niger, Ciad, così come Unione africana e Lega araba, era presente anche l'inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, che ha annunciato «la presentazione nei prossimi giorni di una roadmap per una rapida conclusione del processo (di dialogo tra i due parlamenti libici, ndr) e la firma di un accordo politico libico»«In assenza di una soluzione consensuale e di una soluzione politica, la situazione nei Paesi vicini rischia di deteriorarsi a beneficio dei gruppi terroristici - è stato il monito del ministro algerino per gli Affari del Maghreb, dell'Unione africana e della Lega araba, Abdelkader Messahel - il perdurare del conflitto in Libia aumenterà le minacce all'intera regione e favorirà la proliferazione di gruppi terroristici»

Nodo frontiere
Da parte sua, il rappresentante tunisino ha denunciato come il proprio Paese sia quello più colpito dalla crisi in Libia, tanto da dover chiudere le proprie frontiere. Gli attacchi messi a segno in Tunisia «dimostrano che lo Stato libico non è in grado di controllare le proprie frontiere», ha detto al sito Middle East Eye il viceministro degli Esteri Touhami Abdouli. Nel suo intervento ad Algeri, Abdouli ha quindi sottolineato che la Tunisia è contraria a qualsiasi intervento militare in Libia e a qualsiasi divisione territoriale del Paese e che Tunisi non accetterà alcuna interferenza esterna agli affari libici.

Paese di transito della criminalità organizzata
Ad Algeri la Libia era rappresentata da Mohamed Dairi, ministro degli Esteri del governo di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale: «Ci dispiace che la Libia sia diventata un Paese di transito per la criminalità organizzata, per l'immigrazione legale e il contrabbando di armi. Le nostre forze armate e la nostra polizia dovrebbero essere sostenute in modo che possano combattere il terrorismo». Dairi ha quindi auspicato che si arrivi a un accordo tra le parti libiche «entro questo mese».

Il ruolo dell'Isis
Da settimane, l'Isis sta cercando di rafforzare il proprio controllo nel centro della Libia fino a comprendere la città di Ajdabiya, cuore della produzione petrolifera del Paese, situata tra Sirte e Bengasi. Le forze armate del governo di Tobruk hanno lanciato «un'operazione per fermare la loro avanzata», hanno detto alla France presse fonti militari, nell'ambito della quale «l'esercito ha lanciato un raid aereo contro una casa dove i jihadisti erano riuniti nella zona industriale a Sud di Ajdabiya». Controllata da milizie fedeli al governo di Tobruk, Ajdabiya si trova a circa 250 chilometri a Est di Sirte e a 190 chilometri a Sud-Ovest di Bengasi. Già la scorsa settimana l'aviazione aveva lanciato raid aerei contro postazioni e obiettivi Isis ad Ajdabiya, dove nelle ultime settimane i jihadisti hanno ucciso almeno 37 persone, tra cui molti militari. Secondo le stesse fonti, l'Isis starebbe anche tentando di riconquistare la città di Derna, nell'estremo Est del Paese. Di fatto, dopo la rivolta popolare dello scorso giugno, l'Isis è stata cacciata dalla città e oggi controlla solo la zona sud-orientale di Derna, Fataieh, dove dispone di almeno sei campi.

Negoziati in corso
Faiez Sarraj, il premier designato del governo di accordo nazionale proposto dalle Nazioni Unite, si riunirà oggi a Tunisi con gli altri membri del Consiglio presidenziale per definire il programma di governo per il prossimo anno. E' quanto riporta oggi il sito Libya Herald, aggiungendo che alla riunione parteciperà anche l'inviato Onu per la Libia, Martin Kobler. Si tratta del quarto incontro del Consiglio presidenziale designato lo scorso ottobre dall'ex inviato Onu Bernardino Leon, tutti tenuti a Tunisi, ha precisato il sito. Tuttavia, l'accordo per un governo di accordo nazionale presentato dalle Nazioni Unite non è stato ancora formalmente accettato dai due parlamenti libici, Tripoli e Tobruk. Nel vertice in programma oggi il consiglio presidenziale dovrebbe anche cominciare a indicare i nomi dei ministri, ma secondo la fonte sentita dal Libya Herald sarà prima concordato un programma. Il Consiglio presidenziale annunciato da Leon è formato da sei personalità: oltre a Sarraj, sono stati indicati tre vicepremier (Ahmed Meitig, uomo d'affari di Misurata, Fathi Mejbari, ministro dell'Istruzione del governo di Tobruk, e Musa Kuni) e due ministri (Omar Aswad, di Zintan, e Mohammed Ammari, membro del parlamento di Tripoli).

(Con fonte Askanews)