29 novembre 2020
Aggiornato 11:30
Il flusso crescerà con la bella stagione

Libia, allarme della Guardia costiera: intercettati barconi in rotta verso l'Italia

Nuovo allarme dalla Libia: la Guardia costiera locale ha intercettato un barcone con 850 migranti in rotta verso l'Italia. E con la bella stagione la situazione si complicherà

TRIPOLI - Un nuovo allarme giunge dalla polveriera libica, e in primo luogo per l'Italia. A lanciarlo è stata la Guardia costiera di Tripoli, che ha detto di aver intercettato dei barconi che trasportavano 850 migranti partiti dal Paese nordafricano alla volta del Belpaese. 

7 gommoni diretti in Italia bloccati in tempo
Un portavoce ha anche riferito che migranti provenienti da diversi Paesi africani - comprese 79 donne, di cui 11 in stato di gravidanza - sono stati trovati ammassati su sette gommoni vicino a Sabrata, a ovest della capitale Tripoli. La notizia giunge all'indomani del naufragio che avrebbe causato la morte di 14 migranti partiti dall'Algeria e diretti verso la Sardegna, ma anche in concomitanza con il primo vertice umanitario di Istanbul: in questa occasione, capi di Stato e associazioni umanitarie discuteranno delle risposte finanziarie alla crisi e di come distribuire meglio gli aiuti ai più bisognosi.

Pressione sulla rotta mediterranea
Ad ogni modo, non c'è dubbio che la situazione, sulla rotta mediterranea, si stia facendo critica. L'allarme della Guardia costiera libica non fa che confermare ciò che era già stato ampiamente previsto mesi fa: dopo l'accordo firmato tra Ue e Turchia, i flussi migratori si sarebbero nuovamente concentrati sulla rotta mediterranea, peraltro la più pericolosa.In effetti, secondo la BBC già più di 30.000 migranti hanno già raggiunto l'Italia dalla Libia nel corso dell'ultimo anno. 

Il potere dei trafficanti in Libia
La Libia sta ormai diventando il principale punto di smistamento dei migranti, anche perché, approfittando del caos in cui versa il Paese, i trafficanti riescono a svolgervi fruttuosamente le proprie attività. Oltretutto, l'avvicinarsi dell'estate e le migliori condizioni metereologiche accrescono i timori che più persone possano cercare di attraversare quei pericolosissimi 300 km che separano la Libia da Lampedusa. Le nazionalità più a rischio sarebbero Somalia, Eritrea e Sudan.

Il fallimento della missione Ue
Il premier Faiez Serraj ha avvisato la comunità internazionale di non disporre delle risorse sufficienti per controllare i flussi migratori verso l'Europa. A completare lo scenario, un report di Bruxelles pubblicato a inizio mese, secondo cui la famigerata missione navale Ue contro i trafficanti sta miseramente fallendo, e ha soltanto spinto gli scafisti a cercare nuove tattiche per portare a termine la loro missione.