6 dicembre 2019
Aggiornato 21:00

Renzi su Israele: «Allucinante la decisione Unesco»

La risoluzione Onu che censura i nomi ebraici dai luoghi santi di Gerusalemme è passata anche grazie all'astensione dell'Italia, ma il premier ha richiamato Gentiloni: «Se c'è da rompere su questo l'unità europea che si rompa»

ROMA - «Non si può continuare con queste mozioni, una volta all'Onu una volta all'Unesco, finalizzate ad attaccare Israele. Credo sia davvero allucinante e ho chiesto di smetterla con queste posizioni», ha detto il premier, Matteo Renzi in collegamento telefonico con Rtl 102,5 da Bruxelles.

La risoluzione dell'Unesco che censura i nomi ebraici dai luoghi santi di Gerusalemme
Le parole del presidente del Consiglio sono arrivate dopo che l'Italia si è astenuta durante la riunione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco). In quel contesto è stata adottata una risoluzione su Gerusalemme est che per descrivere i luoghi santi della città ha utilizzato solamente nomi arabi e non quelli ebraici, facendo infuriare Israele. La risoluzione ha l'obiettivo di proteggere il patrimonio culturale palestinese ed è stata sostenuta dall'Autorità palestinese e presentata da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan. A votare contro solo Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Lituania, Estonia e Olanda, mentre gli astenuti, fra i quali come detto anche l'Italia, sono stati 26. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha subito criticato la risoluzione, interrompendo le relazioni fra Tel-Aviv e l'Unesco. Per Israele infatti è inaccettabile parlare di «Palestina occupata», come invece fa la risoluzione e utilizzare esclusivamente il nome arabo per il complesso della moschea di Al-Aqsa, ignorando che per gli ebrei quel luogo è il Monte del Tempio, dove sorge il Muro del Pianto. Netanyahu ha detto che sostenere che Israele non ha connessioni con il Monte del Tempio e il Muro del Pianto «è come dire che la Cina non ha legami con la Grande Muraglia o l'Egitto con le piramidi».

Renzi richiama Gentiloni, Capezzone: dalla parte di Israele «sempre, non a danno già avvenuto»
L'indifferenza dei diplomatici italiani non è andata giù a Renzi che ha annunciato: «Ho chiesto al ministro Esteri di vederci subito al mio ritorno a Roma. Se c'è da rompere su questo l'unità europea che si rompa. Ho espressamente chiesto ai diplomatici che si occupano di queste cose di uscire da queste cose», ha aggiunto il presidente del Consiglio. Per il premier è «incomprensibile, inaccettabile e sbagliato» sostenere che la religione ebraica e Gerusalemme non siano in relazione, sarebbe come dire «che al sole c’è il buio». La presa di posizione pro-Israele del capo del governo ha dato il la a Daniele Capezzone, deputato Conservatori e riformisti, per ricordare all'esecutivo della sua interrogazione sulle relazioni con Teheran: «Sento Renzi 'tuonare' contro l'Unesco. E dov'era quando per due volte l'Italia si è astenuta in quella sede, a distanza di giorni? Forse era impegnato nelle sue trattative con l'Iran, su cui il Governo si rifiuta da settimane di rispondere alla mia interrogazione...». Per Capezzone è «ridicolo» essere per Israele nei «giorni pari», e con i nemici di Israele «in quelli dispari», mentre occorre essere dalla parte di Israele «sempre, non a giorni alterni o a danno già avvenuto».