27 giugno 2017
Aggiornato 02:00
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Murray batte Djokovic e resta numero 1

Il verdetto è che a vincere il Masters 2016 è stato Andy Murray, che in finale ha sconfitto per 63 64 il rivale di sempre Djokovic. Grazie al titolo conquistato (il primo al Masters in otto partecipazioni) chiuderà l'anno al numero uno del ranking mondiale.

Murray piega Raonic. Ora la finale con Djokovic

La finale dei sogni è servita: chi vince sarà re. Murray contro Djokovic si giocano il primato stagionale all'ultimo duello, all'ultima partita. Domani sera, dalle 19, nella finale dell'O2 di Londra Murray proverà ad inseguire per la prima volta il titolo del Masters dopo otto partecipazioni.

Fognini sempre il numero uno azzurro

Comanda sempre Djokovic, l'azzurro è numero 22. Alle sue spalle fa un passo avanti Andreas Seppi (n. 27) mentre è stabile Simone Bolelli (n. 59). Una posizione in meno, invece, sia per Paolo Lorenzi (n. 72) che per Marco Cecchinato (n. 89), quinto ed ultimo italiano nella top cento.

Trionfa Djokovic: 10° Slam!

Nella finale di Flushing Meadows il serbo ha sconfitto per 64 57 64 64, in tre ore e 20 minuti di gioco, lo svizzero Roger Federer aggiudicandosi il suo secondo Us Open, decimo trofeo Slam a finire nella bacheca del 28enne di Belgrado.

La vittoria di Parigi lancia Wawrinka nelle top 4

Nella top-ten mondiale, con Novak Djokovic che prosegue il suo dominio, risale in quarta posizione lo svizzero che grazie al trionfo al Roland Garros guadagna ben 5 posizioni. Da segnalare la decima poltrona occupata da Rafa Nadal, negli ultimi dieci anni lo spagnolo non è mai stato così indietro nel ranking.

Djokovic-Federer, finale da sogno

Lo svizzero impiega appena 54' per demolire il connazionale Stan Wawrinka e raggiungere il serbo in finale. Si tratta di una finale inedita al Foro Italico, ma del 39° scontro tra i due, il 14° in finale. Djokovic, campione uscente, ha già vinto il torneo in tre occasioni mentre Federer non ha mai trionfato nell'evento italiano.

Murray 500 vittorie in carriera

Primo britannico, nono giocatore in attività, 46esimo di sempre. Il match più atteso è quello tra il numero uno Novak Djokovic, reduce dal successo a Indian Wells, e il talentuoso ma discontinuo ucraino Alexandr Dolgopolov, numero 65 mondiale: il serbo lo ha sempre battuto nei tre precedenti

Fognini stabile, Nadal sul podio

Fabio Fognini è sempre il primo degli azzurri ed è stabile al numero 22: alle sue spalle guadagnano una posizione Andreas Seppi (n. 35) e tre Simone Bolelli (n. 49). Scende Paolo Lorenzi (n. 79; -13), quarto azzurro nei top cento. Lo spagnolo scavalca Murray ed ora è terzo.

Murray terzo ringrazia Fognini oggi 22mo

Lo stop a Nadal permesse allo scozzese di salire in classifica. Grazie alla finale raggiunta nell'Atp 500 di Rio de Janeiro Fabio Fognini guadagna invece sei posizioni nel ranking pubblicato stamane dall'Atp: il ligure è sempre il numero uno azzurro ed occupa la 22esima poltrona.

Djokovic «schiaccia» Raonic

Soddisfatto il serbo: «Ho semplicemente giocato la miglior partita del torneo. Ho servito molto bene ed ho risposto al meglio». Nel frattempo il campione in carica Stan Wawrinka ha risposto all'appello, raggiungendo la sua seconda semifinale a Melbourne.

Milan, 4 botti di fine anno

Nell’amichevole di lusso disputata a Dubai contro il Real Madrid dell’ex Carlo Ancelotti, il Milan sfodera una delle migliori prestazioni dell’anno e vince per 4-2. In gol per i rossoneri Menez, El Shaarawy (2) e Pazzini. A fine gara tutto l’entusiasmo del Faraone: «Resto al Milan per vincere».

Djokovic doma un epico Del Potro

Il serbo, numero 1 del mondo, vince una semifinale epica contro Juan Martin Del Potro, domato al quinto set 7-5, 4-6, 7-6, 6-7, 6-3 in 4 ore e 43 minuti. Per Nole è la seconda finale in carriera a Wimbledon: la prima l'ha vinta nel 2011 contro Rafa Nadal

Troppo Djokovic, Fognini eliminato

Il 25enne tennista ligure è stato battuto nettamente da Novak Dokovic con il punteggio di 6-2, 6-1. Partita senza storia nella quale il serbo numero uno al mondo si è dimostrato troppo solido da fondo campo per un Fognini apparso più falloso rispetto ai turni precedenti

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