16 settembre 2019
Aggiornato 12:00

Djokovic vince il suo primo trofeo con Boris Becker e punta al Roland Garros

Novak Djokovic è uscito vincitore dagli Internazionali di Tennis che si sono giocati la scorsa settimana al Foro Italico, sconfiggendo in finale il suo avversario storico Rafael Nadal.

Novak Djokovic è uscito vincitore dagli Internazionali di Tennis che si sono giocati la scorsa settimana al Foro Italico, sconfiggendo in finale il suo avversario storico Rafael Nadal. Nole ha dedicato la sua vittoria alla Serbia ed ha donato il ricavato della vincita alle popolazioni serbe colpite dall'alluvione. Adesso il tennista serbo può guardare con più fiducia al torneo del Roland Garros, che avrà inizio il prossimo 25 maggio, visto che il lavoro con il coach Boris Becker sta finalmente dando i suoi frutti.

È iniziata a fine 2013 la collaborazione tra Boris Becker e Novak Djokovic, ma questa, fin dall'inizio, ha fatto storcere il naso a diversi osservatori. Ed in effetti non è iniziato bene il 2014 di Nole: fuori ai quarti di finale dei «suoi» Australian Open, sconfitto in finale da Federer a Dubai, con un gioco poco convincente. Il serbo trionfa poi a Indian Wells e a Miami, dove però non c'è Becker ad assisterlo, bensì il suo storico coach Marian Vajda, con cui ha lavorato dal 2006 al 2013, vincendo con lui 6 slam e 17 Masters 1000.

La collaborazione con Becker sembrava quindi non andare per il verso giusto, ed in effetti nei tornei in cui l'ex campione tedesco era presente, Djokovic ha raggiunto solo due semi-finali ed un quarto di finale: troppo poco per un fuoriclasse che vuole tornare ad essere il numero uno. Ma a Roma Boris c'era, seguiva impassibile dagli spalti con gli occhialoni scuri da giocatore di poker e sembrava aver finalmente trasmesso al tennista serbo alcune importanti qualità, sia in termini di gioco, sia dal punto di vista mentale.

Becker, oltre che grande campione di tennis, è stato anche un ottimo giocatore di scacchi (ha sfidato una volta online Garri Kasparov) e spesso partecipa a tornei di poker texas holdem, eccellendo quindi anche nei cosiddetti «sport della mente». Ed in effetti Nole aveva smarrito negli ultimi tempi quella solidità mentale e quella pazienza all'interno di un match che gli avevano valso nel 2011 l'appellativo di RoboNole. Ma agli Internazionali d'Italia il lavoro mentale di Becker ha dato i suoi frutti.

Djokovic è infatti riuscito a rimanere aggrappato con la testa ad un match che poteva sembrare perso: la semifinale con Milos Raonic, con un primo set vinto dal canadese ed il secondo giocato sul filo del tie break. Ed anche in finale con Nadal non ha perso la fiducia nel secondo set, dopo che il primo se lo era aggiudicato lo spagnolo. E pure il gioco è migliorato: va più spesso e con più sicurezza a rete ed adesso anche il suo dritto comincia a fare male agli avversari, oltre che il rovescio, suo storico marchio di fabbrica.

Sia Djokovic, sia Boris Becker possono essere quindi estremamente soddisfatti per aver vinto il primo torneo insieme, per di più un Masters 1000 sulla terra rossa, battendo il re (finora) indiscusso di questa superficie, lo spagnolo Rafael Nadal. Ed infatti Becker ha dichiarato che «quando hai vinto a Roma, non si può essere soddisfatti di raggiungere i quarti di finale a Parigi. L'obiettivo è quello di vincere l'Open di Francia».

È qui infatti che si potrà testare l'effettiva tenuta mentale del campione serbo, visto che nei tornei slam si gioca al meglio di cinque set. Ed oltre a Nadal, ci saranno diverse mine vaganti al prossimo Roland Garros: primo tra tutti Stan Wawrinka, vincitore degli Australian Open e del Masters 1000 di Monte Carlo. Ed oltre a lui, bisognerà tenere d'occhio Kei Nishikori, Milos Raonic, Grigor Dimitrov ed anche Andy Murray, che abbiamo visto in grande forma a Roma. A breve, la terra rossa del Roland Garros ci darà i primi verdetti.