M5S: «Renzi, lo senti l'urlo degli insegnanti?»

"Ieri hanno invaso 120 piazza italiane, oggi hanno inondato il centro di Roma e non si fermeranno perchè a rischio non c'è solo il loro futuro, ma quello della scuola italiana. Sono gli insegnanti, di ruolo e precari, che stanno provando a fermare la vergognosa riforma imposta dal governo". E' quanto si legge in una nota congiunta dei gruppi parlamentari del Movimento 5 stelle alla Camera.

Brunetta: «Più ombre che luci»

Nel ddl di riforma della scuola "ci sono più ombre che luci", con il testo del governo "si rischia di creare precari di serie A e di serie B", "la normativa sulle scuole paritarie è una presa di giro": ecco le accuse di Forza Italia. Dagli azzurri 236 emendamenti.

Brunetta: «Renzi rottama solo i dissidenti»

"A Matteo Renzi, la palude è la sua, una palude autoritaria e peronista. Dopo aver rottamato adesso deporta parlamentari che non sono d'accordo": scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio. Ma le critiche di Forza Italia non finiscono qui: seguono quelle di Giovanni Toti, Mariastella Gelmini, Elio Vito e Luca Squeri.

I grillini insistono: «Fuori Verro dalla Rai»

Il Mattinale accusa il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, il grillino Roberto Fico, di non essere in potere di espellere dal Cda Rai il consigliere Rai Antonio Verro - incastrato da Il Fatto Quotidiano per una lettera del 2010 in cui chiedeva al premier Silvio Berlusconi di intervenire nelle faccende interne alla Rai. Potere che, secondo i forzisti, spetterebbe solo al Mef.

La Scala e la Camusso: Cgil contro Cgil

I delegati della Cgil del Teatro alla Scala non lavoreranno il primo maggio, giorno di inaugurazione dell'Expo 2015: quando in teatro è in programma la «prima» della Turandot, ma che coincide anche col giorno della festa del lavoro. Una decisione che ha scatenato violente reazioni nel mondo politico.

Renzi e Berlusconi, due leaders e cento correnti

E' in arrivo il tredicesimo Presidente della Repubblica, ed è tutto un susseguirsi di incontri, scontri, riunioni di corrente. Si tratta di decidere il protagonista indiscusso della politica italiana per i prossimi sette anni, e i motori di tutti i partiti si stanno scaldando. Ma l'unanimità d'intenti è ben lontana, sia dentro che fuori i partiti.

Salvini: «Resterà solo la Lega»

Il leader del Carroccio: «Mentre gli altri tornano indietro noi proviamo ad andare avanti. L'NCD tra sei mesi non ci sarà più e la stessa Forza Italia, se non cambia qualcosa, non credo che vada lontano». Gelmini: «Riconquistare insieme popolo centrodestra». Napoli: «Capisco euforia, ma Salvini sbaglia di grosso»

Tra Alfano e il Cavaliere è nuovo amore

I toni tra Forza Italia e Ncd, da qualche giorno, sembrano essersi decisamente addolciti: all'orizzonte si intravede un riavvicinamento tra i due leader, che infatti sembra abbiano avuto un conttato telefonco a cui dovrebbe seguire un incontro. Non più odore di «tradimento», quindi, in casa Forza Italia.