13 dicembre 2018
Aggiornato 05:30

Tav, Berlusconi chiama i suoi in piazza. Chiamparino pronto a bypassare il governo pensa a una tassa ad hoc

"Raccogliamo la protesta dei torinesi e la trasformiamo in proposta" annuncia Forza Italia. Chiamparino tira dritto ma il M5s non ci sta
Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all'inaugurazione della linea alta velocità Torino-Milano nel 2009
Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino e il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi all'inaugurazione della linea alta velocità Torino-Milano nel 2009 (ANSA/Tonino Di Marco /DC)

TORINO - Le 7 impreparatissime «madamine» che hanno portato in piazza 30mila persone a Torino hanno perlomeno avuto il merito di innescare un processo probabilmente inarrestabile. Sulla Tav il governo si gioca molto, lo abbiamo sempre scritto. Il ministro Toninelli ha ottenuto di tirare a bordo sia i francesi sia la commissione Ue nell'analisi costi-benefici da portare avanti. Sì procede così, dunque. «Ascolteremo quella piazza, le porte dei ministeri devono essere sempre aperte, dobbiamo parlare con le persone che scendono in piazza non arroccarci nei palazzi, c'è la massima volontà di parlare con tutti e ascoltare tutte le posizioni poi la posizione sia nel contratto di governo che nel M5s la conoscete» rassicura il vicepremier Luigi Di Maio parlando con i giornalisti fuori da Palazzo Chigi. Ma la linea ferma del M5s non piace per nulla al centrosinistra piemontese che tanto volle, e vuole, l'alta velocità Torino-Lione. Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino fa subito sapere che se «malauguratamente» il Governo dovesse bloccare la Tav sarebbe pronto, oltre a chiedere al Consiglio Regionale una legge per attuare «in tempi rapidissimi» un referendum popolare in Piemonte, a lavorare con le Regioni limitrofe per prenderne in carico la realizzazione, «ovviamente» discutendo la quota dei 10 miliardi di fiscalità che ogni anno la Regione Piemonte trasferisce allo Stato. Un modo cordiale, piemontesissimo, per bypassare tutto e tutti. 

Ecco cosa vuole fare Chiamparino
«Al momento la risposta del Governo è del tutto inadeguata» attacca l'infastidito presidente della Regione. Il premier Conte «ha confessato» di non conoscere ancora il dossier - spiega Chiamparino -, il ministro Toninelli «ha fatto finta di non capire la fretta che gli ha messo la ministra francese ai Trasporti Elisabeth Borne, e poi c'è qualcuno, come di Di Maio, che si limita al bon ton degli inviti». Ma la guerra di Sergio è anche contro la Lega di Matteo Salvini, «reo» di dimenticare per non smuovere le acque di una convivenza assai scomoda: «Salvini, che è quello che conta, dichiara che la Tav è l'unica opera su cui è giusto fare l'analisi costi-benefici (che non si farà nel caso i primi fossero superiori ai secondi), dimenticando che in un'opera di portata secolare i costi sono certi, i benefici dipendono da variabili difficilmente quantificabili al momento, e dimenticando anche che di analisi costi-benefici sulla Tav ne sono già state fatte sette, di cui due indipendenti commissionate dall'Unione europea».

La «proposta» di Fi
La posizione del governo non piace neanche a Forza Italia, che sabato 17 scenderà in piazza a Torino davanti al Comune per difendere la Tav. Silvio Berlusconi ha ricevuto ieri sera a Palazzo Grazioli gli eletti di Fi in Piemonte, parlamentari nazionali ed europei e consiglieri regionali. Il partito dell'ex Cav, da sempre a favore della realizzazione della Tav, ha deciso di raccogliere la protesta dei torinesi e trasformarla in quella che definisce una «proposta»«Saremo a Torino - si legge in una nota di Forza Italia - per esprimere con forza il nostro impegno a difendere e promuovere non solo l'Alta Velocità, ma le infrastrutture del Paese, che costituiscono un fondamentale motore di sviluppo economico per il Piemonte e per l'Italia. Daremo una risposta concreta ai cittadini disorientati e preoccupati dalle indecisioni e dalle contraddizioni dei Cinque Stelle al governo, ai tanti torinesi che sabato scorso hanno dato vita a una grande manifestazione civica di fermo dissenso nei confronti della decisione NO TAV dell'amministrazione grillina del Comune di Torino». Come primo atto, i sindaci azzurri della Regione Piemonte faranno immediatamente proprio l'ordine del giorno approvato in Consiglio Regionale il 13 novembre su proposta di Forza Italia che chiede di trasferire alla Regione la competenza sulla realizzazione della TAV.

Gemini: «La borghesia si è ribellata ai no aprioristici dei grillini»
Tra i banchi dei forzisti si leva la voce dell'agguerrita Mariastella Gelmini: «La borghesia si è ribellata ai no aprioristici dei grillini, che bloccano il Paese. Salvini si svegli, così il governo porta l'Italia nel baratro» chiosa la capogruppo di Forza Italia alla Camera. A Torino «è stata una bella manifestazione, una piazza propositiva che vuole e chiede crescita, sviluppo, progresso. Una piazza che non può essere ignorata ma che deve rappresentare l'inizio per una riscossa del Paese». Da Torino sarebbe arrivato «un vero e proprio avviso di sfratto» nei confronti del governo giallo-verde, dice. «I grillini hanno come primo comandamento quello di spargere veleno contro tutti gli avversari, ma chi è costretto a ricorrere alle caricature non ha argomenti». Anche perché queste «sette capitane coraggiose» che hanno organizzato la mobilitazione provengono tutte dal mondo del lavoro, sono tutte figure professionali che «per la narrazione dei 5 stelle sono nemiche del popolo, perché sono eccellenze nei loro settori, e quindi la negazione dell'uno vale uno che è la cifra negativa della dottrina Grillo-Casaleggio» continua Gelmini. Le grandi infrastrutture come la Tav sono opere «indispensabili per non tagliar fuori l'Italia dalle assi strategiche dell'Europa futura». Forza Italia, come Fratelli d'Italia e la Lega, ne è convinta.

Impegno già preso?
«Chi vede in ogni cantiere un affare sporco e quindi lo blocca, come hanno fatto i grillini con le Olimpiadi, dimostra solo di non essere in grado di guidare né il Paese né i grandi comuni. Il no a tutto - questo governo ha già bloccato 24 opere infrastrutturali - non significa trasparenza - ha concluso Gelmini - ma solo incapacità politica». E sull'analisi costi-benefici Gelmini non esita a dichiarare che sia «un pretesto per prendere tempo perché il M5s ha preso i voti dicendo no alla Tav»«Per noi l'analisi costi-benefici è superata dal fatto che l'Italia l'impegno per realizzare la Tav l'ha già assunto, in caso contrario si dovrebbero pagare penali. L'alta velocità Torino-Lione è un'opera indispensabile per collegare il Nord all'Europa, avere tempi più rapidi e costi inferiori nel trasporto delle merci e delle persone. Tav, Pedemontana veneta, Terzo Valico, Gronda: dire no alle grandi opere è una follia», conclude Gelmini.

Una tassa ad hoc
I 5 Stelle piemontesi non ci stanno. Loro, che proprio in Valsusa e proprio dal Movimento No Tav hanno preso embrionalmente forma diversi anni fa, replicano: «Forza Italia e Pd uniti per la Tav ad oltranza, anche a costo di tassare di più i cittadini piemontesi. E' questa la proposta emersa oggi in Consiglio regionale dal partito trasversale delle grandi opere inutili. Chiamparino e i suoi alleati del centrodestra abbiano il coraggio di dire chiaramente come e dove intendono mettere le mani nelle tasche dei piemontesi». Con lo stesso coraggio con cui sostengono la necessità di bloccare quest'opera, in attesa della costi-benefici, e di usare al meglio le risorse per le vere emergenze dei cittadini: riaprire le ferrovie soppresse dalla vecchia politica, metro 2 di Torino, migliorare i servizi sanitari, risanare le scuole. Perché «ogni euro speso per il TAV è un euro sottratto al futuro dei piemontesi e delle loro famiglie. A maggior ragione se Chiamparino intende introdurre la tassa sul Tav».