24 ottobre 2019
Aggiornato 00:30

Toti: «Forza Italia deve cambiare pelle, serve una rivoluzione»

Il coordinatore nazionale: «Lasciare il partito? Non escludo nulla ma se abbiamo coraggio...». Gelmini: «Toti non pensi di imporre sue ricette». Carfagna: «Mi batto per rafforzare Forza Italia»

Il coordinatore di Forza Italia, Giovanni Toti
Il coordinatore di Forza Italia, Giovanni Toti ANSA

ROMA - «Non escludo niente»: così Giovannoi Toti, presidente della Regione Liguria e co-coordinatore nazionale di Forza Italia, ha risposto, ai microfoni di Rainews 24, alla domanda sulla sua rinuncia all'intenzione di lasciare il partito. «Forza Italia - ha spiegato - deve cambiare pelle. Deve riaccogliere tutte le persone che ci hanno lasciato in questi anni: elettori, militanti, sostenitori, dirigenti, amministratori».

Serve una rivoluzione

«Oggi - ha proseguito l'esponente azzurro - sono sparpagliati in una marea di liste civiche che molto spesso rappresentano la maggioranza delle città in cui governiamo insieme agli amici della Lega. Se vogliamo che Forza Italia torni a svolgere il suo ruolo dobbiamo avere il coraggio di fare una vera e propria rivoluzione e farla presto. Ho chiesto al partito di cambiare, di azzerare gli organismi, di avviare una fase di primarie, dove tutti possano dire la loro, dove tutti possano tornare a casa. Nessuno lascia la sua villetta per tornare in un condominio se in quel condominio non ha la possibilità di parola e di voto nell'assemblea. E' un discorso io credo comprensibile a tutti».

Gelmini: «Toti non pensi di imporre sue ricette»

«Toti non può pensare di imporre le sue ricette. Mi sento di dirgli che il suo posto naturale è in Forza Italia ed è urgente adesso sederci tutti al 'Tavolo delle regole'. Non servono forzature, serve credere in un percorso condiviso. Non si può procedere come fa Toti a colpi di agenzie e di ultimatum a Berlusconi». Lo ha detto Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, intervistata da «Il Giornale».

Non si passa dai nominati di Berlusconi a quelli di Toti

«Non esistono rendite di posizione, tutti - ha sottolineato Gelmini - si devono mettere in discussione, e sono pronti a farlo. Il percorso di cambiamento non ha nulla a che vedere con il commissariamento dei coordinatori regionali o l'azzeramento della classe dirigente chiesta da Toti. Non si passa dai nominati di Berlusconi ai nominati di Toti. Si passerà dai nominati di Berlusconi agli eletti attraverso un processo democratico. Non mi pare che Toti sia stato eletto da qualcuno, per cui non spetta a lui imporre cambiamenti unilaterali o proporre soluzioni già confezionate. Sono favorevole - ha detto ancora l'esponente azzurra - alle primarie e se ci saranno non mi tirerò indietro perché in tanti me l'hanno chiesto, ma, a differenza di Toti, penso che a decidere se ci saranno o meno e per quali ruoli, debba essere il consiglio nazionale e dovrà essere una scelta condivisa con Berlusconi».

Carfagna: «Mi batto per rafforzare Forza Italia»

«Il tentativo di trasformare in trattativa politica o in complotto i colloqui di cortesia, che in qualità di vicepresidente della Camera, quotidianamente ho con decine di colleghi di ogni gruppo politico è ridicolo e del tutto infondato». Lo ha dichiarato in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e coordinatrice nazionale di Forza Italia, commentando, precisa il comunicato un articolo pubblicato oggi su La Verità. «Sono mesi - ha sottolineato l'esponente azzurra - che mi batto in modo limpido e pubblico per rafforzare Forza Italia e farne il punto di riferimento dei moderati italiani, fino al punto di assumermi una responsabilità diretta nel faticoso e complesso processo di ristrutturazione che si è aperto. Magari è proprio questo processo che disturba i troppi che hanno scommesso - e ancora scommettono - sull'estinzione del nostro partito per annettersene i consensi».