30 novembre 2021
Aggiornato 01:30
Covid

Carfagna: «Sì al green pass ma non per bar e ristoranti»

Il Ministro per la Coesione territoriale: «Strumento più adatto per i tempi eccezionali che viviamo». Gelmini: «Per non tornare a chiudere serve scatto in avanti». Bernini: «Su green pass no a logiche talebane»

I Ministri Mariastella Gelmini e Mara Carfagna
I Ministri Mariastella Gelmini e Mara Carfagna ANSA

Sì al green pass, ma non per bar e ristoranti. La ministra per la Coesione territoriale, Mara Carfagna, in un'intervista a Repubblica, interviene sul dibattito per il green pass. «Io credo che sia lo strumento più adatto ai tempi eccezionali che stiamo vivendo - spiega -. È l'opposto di una camicia di forza: nasce a tutela dei cittadini e delle imprese per liberare tutte quelle attività che la pandemia ha vietato o limitato, e per ripristinare l'esercizio dei diritti in sicurezza. Penso ai concerti di piazza, ai festival estivi, ai raduni, alle gare sportive. Tutte cose che si potrebbe tornare a fare senza rischi, incentivando tra l'altro i giovani a vaccinarsi».

«Dire no a misure di vigilanza e contenimento - aggiunge - significa rischiare una quarta ondata. L'esperienza dell'estate scorsa dovrebbe averci insegnato qualcosa. Nessuno può permettersi un altro stop and go. Io starei attenta a replicare schemi importati dall'estero - conclude -. Penso che da noi sia difficile utilizzarlo per trasporti pubblici, bar e ristoranti, dove fra l'altro le misure a tutela della salute pubblica sono sempre state rispettate. Mentre sarebbe opportuno per grandi eventi, viaggi aerei o discoteche, dove il pericolo di assembramento è alto».

Gelmini: «Per non tornare a chiudere serve scatto in avanti»

«E' normale su questo tema avere sensibilità differenti, sono fiduciosa che su questo si troverà una soluzione unitaria, come ha detto il presidente Fedriga. Vogliamo evitare di tornare a chiudere il paese, è la preoccupazione di tutti e del governo. La pandemia ha determinato danni e creato un'emergenza sociale ed economica spaventosa, se non vogliamo chiudere non dobbiamo perdere tempo, dobbiamo fare uno scatto in avanti. Ci saranno le condizioni per compiere queste scelte in un clima di coesione e condivisione ma, come ci ha insegnato Draghi, poi decidendo». Lo ha detto la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, a margine di alcuni incontri istituzionali a Bruxelles, a proposito delle diverse opinioni nella maggioranza sulla linea da tenere per la gestione della pandemia.

Bernini: «Su green pass no a logiche talebane»

«Con le logiche talebane delle opposte tifoserie non si va da nessuna parte. Mi riferisco a quei liberali che pretendono la libertà assoluta per chi non si vaccina senza tutelare i diritti degli altri, col rischio di compromettere la libertà collettiva. E a chi vorrebbe trasformare baristi e ristoratori in vigilantes anti Covid. Esiste una via di mezzo che va percorsa senza esitazioni, e che preveda l'estensione motivata del green pass per i luoghi e gli eventi più a rischio. Su una cosa almeno dovremmo essere tutti d'accordo: la riapertura delle scuole è considerata un potenziale moltiplicatore di contagi ed è assai vicina, ma non abbiamo ancora alcuna certezza di poter garantire a tutti i ragazzi le lezioni in presenza e in sicurezza. Ma di questo si parla troppo poco». Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

Ronzulli: «Estendere obbligo vaccini a insegnanti»

Estendere anche agli insegnanti l'obbligo di vaccinarsi. Lo ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, ad Agorà su Rai 3. «Sono stata la prima - ha spiegato - a sostenere la necessità dell'obbligo vaccinale per il personale sanitario presentando anche un ddl poi assorbito da un decreto del governo proprio per introdurlo subito. E' una norma che sta dando suoi frutti e che ha ridotto quelle sacche di resistenza tra gli operatori sanitari che non volevano vaccinarsi».

«Ricordiamoci sempre che la libertà di non vaccinarsi finisce dove inizia la libertà degli altri a non contagiarsi, che sia un paziente in ospedale o un bambino a scuola. Davvero vogliamo tornare alla dad anche a settembre? Abbiamo visto con il rapporto Invalsi cosa ha causato la didattica a distanza ai nostri ragazzi, hanno perso competenze che saranno difficilmente recuperabili. Per questo sono favorevole all'obbligo vaccinale anche per gli insegnanti, ce ne sono ancora 200 mila che non sono immunizzati. E a chi pone delle obiezioni ricordo che chi è nato prima del 1975 ha sul braccio il segno della vaccinazione obbligatoria contro il vaiolo».