20 giugno 2021
Aggiornato 17:30
Governo

Pd e Forza Italia contro il decreto dignità. Ma il governo va avanti

Dai banchi dell'opposizione piovono critiche: «Tutti parlano del provvedimento ma nessuno lo ha visto». Il premier Conte lo difende: «Nessun motivo di temere»

ROMA – Si scatena un fiume di critiche dalle file dell'opposizione contro il decreto dignità. Attacca la senatrice Pd Simona Malpezzi: «In 50 giorni è l'unico atto del cosiddetto governo del cambiamento. Il problema è che tutti ne parlano ma nessuno lo ha ancora visto. Stiamo parlando del decreto dignità, ovvero un assemblaggio di norme confuse, per ora rimasto chiuso in un cassetto. A suo modo è un record: quasi due mesi di tempo, per un decreto finito su Chi l'ha visto?». Aggiunge il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini: «Caos governo sul decreto dignità. Scontro Lega-Di Maio sulla reintroduzione dei voucher, mentre Tria ammonisce: 'Non si può fare un annuncio al giorno'. Intanto il testo del provvedimento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Com'era la storiella del cambiamento?». E, sempre da Forza Italia, la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini fa eco: «AAA cercasi dl dignità (?) Ultimo avvistamento 10 giorni fa a Palazzo Chigi. Per segnalazioni contattare vicepremier Di Maio #chilhavisto #decretismarriti».

La risposta del governo
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'intervista che ha concesso oggi a La Stampa, continua però a difendere il provvedimento, sia dalle accuse della minoranza parlamentare che dai timori degli imprenditori: «Non c'è alcun motivo per le piccole e medie imprese di infuriarsi. Negli ultimi anni destra e sinistra hanno alimentato una falsa opposizione tra lavoro e impresa, ma la verità è che un mercato del lavoro più stabile rilancia la domanda interna, con ricadute positive sui profitti d'impresa. Naturalmente – ha aggiunto il premier – non ci fermeremo qui: i prossimi passi saranno la riduzione del cuneo fiscale e la semplificazione burocratica, che abbiamo già iniziato nel decreto Dignità disattivando redditometro e spesometro». Il governo ha fatto sapere oggi che la pubblicazione del testo del provvedimento in Gazzetta Ufficiale è «imminente»: arriverà in aula alla Camera dal prossimo 24 luglio, per essere discusso nei due giorni successivi.

(da fonte Askanews)