Italia | Decreto dignità

Pd e Forza Italia contro il decreto dignità. Ma il governo va avanti

Dai banchi dell'opposizione piovono critiche: «Tutti parlano del provvedimento ma nessuno lo ha visto». Il premier Conte lo difende: «Nessun motivo di temere»

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla presentazione del decreto dignità
Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla presentazione del decreto dignità (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA – Si scatena un fiume di critiche dalle file dell'opposizione contro il decreto dignità. Attacca la senatrice Pd Simona Malpezzi: «In 50 giorni è l'unico atto del cosiddetto governo del cambiamento. Il problema è che tutti ne parlano ma nessuno lo ha ancora visto. Stiamo parlando del decreto dignità, ovvero un assemblaggio di norme confuse, per ora rimasto chiuso in un cassetto. A suo modo è un record: quasi due mesi di tempo, per un decreto finito su Chi l'ha visto?». Aggiunge il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini: «Caos governo sul decreto dignità. Scontro Lega-Di Maio sulla reintroduzione dei voucher, mentre Tria ammonisce: 'Non si può fare un annuncio al giorno'. Intanto il testo del provvedimento non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Com'era la storiella del cambiamento?». E, sempre da Forza Italia, la capogruppo al Senato Anna Maria Bernini fa eco: «AAA cercasi dl dignità (?) Ultimo avvistamento 10 giorni fa a Palazzo Chigi. Per segnalazioni contattare vicepremier Di Maio #chilhavisto #decretismarriti».

La risposta del governo
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nell'intervista che ha concesso oggi a La Stampa, continua però a difendere il provvedimento, sia dalle accuse della minoranza parlamentare che dai timori degli imprenditori: «Non c'è alcun motivo per le piccole e medie imprese di infuriarsi. Negli ultimi anni destra e sinistra hanno alimentato una falsa opposizione tra lavoro e impresa, ma la verità è che un mercato del lavoro più stabile rilancia la domanda interna, con ricadute positive sui profitti d'impresa. Naturalmente – ha aggiunto il premier – non ci fermeremo qui: i prossimi passi saranno la riduzione del cuneo fiscale e la semplificazione burocratica, che abbiamo già iniziato nel decreto Dignità disattivando redditometro e spesometro». Il governo ha fatto sapere oggi che la pubblicazione del testo del provvedimento in Gazzetta Ufficiale è «imminente»: arriverà in aula alla Camera dal prossimo 24 luglio, per essere discusso nei due giorni successivi.

(da fonte Askanews)