17 novembre 2018
Aggiornato 20:00

Il palazzo del tribunale affittato dai clan? In parlamento scoppia la rissa

Bagarre sulla decisione di spostare gli uffici nell'immobile di un imprenditore sospettato di aver prestato soldi alla mafia. Nel mirino il ministro della Giustizia
Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA – Le rivelazioni di stampa sulla possibilità che il palazzo individuato a Bari per trasferire temporaneamente gli uffici del Tribunale (chiuso e trasferito inizialmente sotto la tenda in piazza) sarebbe di proprietà di un privato sospettato di aver prestato denaro ad organizzazioni criminali mafiose infiammano l'aula di Montecitorio, chiamata ad approvare, assente il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il decreto messo a punto dal Governo Conte. Sull'assenza e sul silenzio del Guardasigilli pentastellato puntano il dito insieme i deputati di Pd e Forza Italia, che chiedono di sospendere l'esame del decreto fino alle spiegazioni ufficiali del ministro. E fanno per una volta loro il coretto «onestà onestà» copyright Cinque Stelle, spingendosi fino ad ipotizzare una mozione di sfiducia individuale al Guardasigilli se Bonafede non si presenterà rapidamente in aula a chiarire a chi come e quanto saranno pagati dallo Stato i nuovi affitti.

Proteste dal Pd...
«Non si possono pagare affitti pubblici alle cosche», grida in aula Anna Ascani del Pd. «Lo scandalo del Tribunale di Bari – fa eco su Facebook il compagno di partito Michele Anzaldi – è la migliore risposta agli attacchi senza precedenti del sottosegretario all'Editoria Crimi contro la stampa e la libertà di informazione: solo grazie all'inchiesta del quotidiano Repubblica il Parlamento ha scoperto che il Governo M5s-Lega e il ministro Bonafede vogliono dare un appalto milionario, per il nuovo Tribunale di Bari, a un imprenditore che si scopre sospettato di aver prestato soldi alla mafia. Sull'iter del decreto, il primo e unico finora prodotto da questo Governo in oltre 40 giorni di riunioni del Consiglio dei ministri, il Pd sta chiedendo chiarimenti in Aula e la sospensione del provvedimento, alla luce del lavoro dei giornalisti, ma la maggioranza e il ministro con un'arroganza mai vista negano ogni trasparenza. Ecco perché il Movimento 5 stelle vuole chiudere giornali e telegiornali, per non disturbare il manovratore».

...e dal centrodestra
«Il comportamento della maggioranza in Aula – attacca la capogruppo Fi Maria Stella Gelmini – è assurdo. Il ministro Alfonso Bonafede scappa e il Movimento 5 stelle si dimostra contro la trasparenza in una vicenda assurda, delicata, che ha a che fare con presunte collusioni con la criminalità organizzata. Il Ministro Bonafede – chiede la ex sottosegretaria Fi alla Giustizia – venga immediatamente in Aula a riferire sull'assegnazione dell'immobile per trasferire il tribunale di Bari. Dinanzi a ciò che è accaduto, a parti invertite l'allora deputato Bonafede e l'intero M5S avrebbero chiesto le dimissioni del Ministro e annunciato una mozione di sfiducia. Noi di Forza Italia chiediamo con più serietà che il Guardasigilli venga in Aula, dia spiegazioni e rassicurazioni. Il Ministro Bonafede venga in Parlamento, non vogliamo aspettare il suo intervento su Facebook o un sondaggio sulla piattaforma Rousseau. Stupisce che proprio il partito che ha conquistato il consenso al grido 'onestà e trasparenza' non accetti una richiesta di trasparenza e di rispetto verso il Parlamento». «Chiediamo – ha formalizzato per Fdi la richiesta in aula il deputato Marcello Gemmato – che il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede venga immediatamente in aula a riferire e a spiegare come stanno veramente i fatti. È necessario un confronto col ministro per chiarire subito le ombre che si stanno addensando sul Palagiustizia di Bari».

Alle mani in aula
Nel corso della discussione alla Camera è scoppiata la bagarre e si è giunti anche allo scontro fisico, dopo le parole del sottosegretario alla Giustizia del M5S Vittorio Ferraresi. «Ho sentito inesattezze gravi, anche da chi ha fatto parte del governo in precedenza, che hanno anche rilievo penale, poi ovviamente i soggetti faranno le loro rilevazioni...», ha detto Ferraresi, scatenando le proteste dell'opposizione. Dal Pd Emanuele Fiano ha chiesto un intervento immediato del presidente Fico denunciando le «minacce» di Ferraresi. Fico ha poi deciso di sospendere la seduta.