17 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

"Di Maio raccapricciante": le opposizioni sul piede di guerra chiamano Conte a riferire in Aula

Le opposizioni unite contro Di Maio dopo che ha parlato di una "manina" che dal Colle avrebbe "manipolato" la manovra

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ANSA

ROMA - Le opposizioni unite contro Di Maio. Dopo che ieri a Porta a Porta il vicepremier ha parlato di una "manina" che dal Colle avrebbe "manipolato" la manovra nel punto in cui si affronta il delicatissimo tema della pace fiscale, sono tutti sul piede di guerra. Intervenendo in aula alla Camera prima dell'inizio dei lavori in programma, i rappresentanti di Forza Italia, Pd, Leu, +Europa, FdI hanno definito il comportamento di Di Maio da "indecoroso" a "raccapricciante", da "sconcertante" a "inaccettabile" e chiesto che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte venga a Montecitorio a riferire sull'accaduto.

Gelmini: "Spettacolo indecoroso"
Maria Stella Gelmini (FI) ha sostenuto che "quello che è successo ieri sera è serio. Venga in Parlamento Di Maio a riferire su quanto abbiamo appreso e cioè che nella riunione del Consiglio dei ministri non si verbalizza nulla». Il Paese, ha continuato, è di fronte ad un vicepremier che "vuole andare in procura a denunciare, che dice che il decreto fiscale è arrivato al Quirinale, salvo poi essere subito smentito dallo stesso Colle. Uno spettacolo indecoroso, sembra di stare su 'Scherzi a parte', ma non c'è nulla da ridere». Di fronte a tale dimostrazione di "superficialità, di incompetenza la Lega ci dica cosa vuole fare", ha concluso Gelmini. Per Tommaso Foti (FdI) "ciò che è successo ieri è sconcertante. Di Maio ha scoperto una gelida manina, citando Puccini, e denuncia di essere stato truffato dallo stesso Consiglio dei Ministri. Una cosa inaudita - ha aggiunto Foti - che non è accettabile sotto il profilo del rispetto del Parlamento e per il rispetto della nostra intelligenza. Deve venire Conte a riferire in aula".

Fiano: offesa agli italiani
L'esponente del Pd Emanuele Fiano ha chiesto che "venga Conte in aula e non Di Maio perché non vorrei mai che il vicepremier ci parli di un testo e il premier ci dica poi che lo deve rileggere per poi tornare una seconda volta». Insomma, "della manovra non c'è certezza e Di Maio dice di aver votato il condono fiscale senza saperlo. Quando Salvini parla invece di un voto in Consiglio all'unanimità». Il Movimento 5 Stelle, ha continuato, "non può prendere in giro gli italiani che pagano le tasse, gridando onestà nelle piazze e poi votando all'unanimità il più grande condono fiscale della storia». Per Fiano "è una offesa agli italiani. Ma cosa fanno quando si siedono in Consiglio dei ministri?». Fra l'altro il condono prevedeva delle entrate nell'ambito della manovra ma "se ora si abolisse cosa succederebbe di fronte alle minori entrate?». Insomma, "Conte ci spieghi cosa ha approvato il Consiglio".

Leu: emergenza legalità nel nostro Paese
Federico Fornaro (Leu) ha parlato di "emergenza legalità nel nostro Paese». La denuncia di Di Maio "è diventato il modus operandi di questo governo. Ma cosa ha approvato il Consiglio dei Ministri? Ormai basta che il Consiglio approvi i titoli di un provvedimento, per propaganda, e non i testi normativi. E questo - ha detto Fornaro - è un modo di governare illegale». Inoltre, "è uno spettacolo che costa milioni di euro al nostro Paese perché a una repubblica delle banane, quale siamo, non si prestano i soldi". Per Bruno Tabacci (+Europa) infine "la prova fornita dal governo è raccapricciante. Non sanno quello di cui parlano. È un governo dello sfascio, un governo che ritiene ci sia un autocomplotto".