24 luglio 2021
Aggiornato 16:00
Politica

Centrodestra, Fdi dice no al partito unico. E Forza Italia 'chiude' con Salvini

Fabio Rampelli (Fdi): «Boutade di fine estate. Rimaniamo distinti». Gelmini (Fi): «La Lega archivi l'esperienza di governo. Poi possiamo parlarne»

ROMA - «Un partito non può essere cancellato per sentenza giudiziaria né, per analogia, può nascerne uno nuovo per decisione di una Procura. Mi auguro che il tribunale di Genova non faccia pagare a una comunità umana e politica le colpe di singole persone, piaccia o meno la Lega rappresenta un pezzo della storia italiana. Sarebbe un precedente pericoloso. E in ogni caso ritengo la querelle sul partito unico del centrodestra una boutade di fine estate». Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, interviene così a TgCom24 sui due temi del momento per il centrodestra: l'ipotesi di partito unico e il rischio che si chiuda con l'esperienza della Lega per il famoso caso dei '49 milioni'. Così, dopo Giorgia Meloni, anche il 'numero 2' del partito frena all'ipotesi di rifare il centrodestra.

I motivi del no di Fdi al partito unico
«Abbiamo già conosciuto l»esperienza del partito unico» spiega Fabio Rampelli riferendosi «all'unione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale imposta da Berlusconi» e «mal sopportata dalla destra: ha avuto un successo istantaneo ma breve, si è estinta  nell»arco di tre anni». I partiti moderni, analizza Rampelli, «nascono per convenienza e calcolo mediatico, sono animati da spinte egemoniche invece che da processi culturali e per questo somigliano più a fastidiose annessioni che a svolte rivoluzionarie sostenute dal basso». Quindi «meglio che i partiti del centrodestra rimangano distinti con la loro identità, magari federandosi per coordinare meglio le loro attività e guadagnare più credibilità e consenso. La destra per esempio non è replicabile, il percorso, le prospettive, i riferimenti culturali, il progetto sociale non sono assorbibili da alcun altro dei partiti della coalizione e le ondate di successo dell'uno o dell'altro non possono mai far incarnare un'identità diversa a un soggetto politico che non viene da destra e della destra non ha i fondamentali», conclude.

Gelmini: «Prima la Lega chiuda l'esperienza di governo»
Anche Forza Italia frena sull'ipotesi di una lista unica con la quale andare alle Europee. Il motivo però secondo la capogruppo alla Camera, Mariastella Gelmini, è un altro: l'asse di governo con il Movimento 5 stelle. «Trovo che oggi i risultati del governo siano molto deludenti, da un lato ci sono promesse roboanti, dall'altro i provvedimenti approvati. E i provvedimenti approvati parlano di un rinvio di sei mesi della fatturazione elettronica, di un decreto lavoro che però sembra produrre l'effetto contrario - un aumento dei disoccupati e degli inattivi - e di una proroga della riforma delle banche di credito cooperativo. Non c'è altro dal punto di vista dei risultati Francamente questa esperienza di governo si può anche archiviare, per quanto riguarda il pensiero di Forza Italia».

Il centrodestra ormai è diviso
«Il centrodestra è evidentemente davanti ad una prova nuova. Fratelli d'Italia e Forza Italia sono all'opposizione, la Lega è al governo con il Movimento 5 Stelle: è chiaro che è una dinamica nuova». Quindi «toccherà a Salvini spiegare se questa esperienza di governo è una esperienza temporanea, legata ad un fatto emergenziale, oppure, come qualcuno pensa, preluda ad una maggioranza destinata a durare. Noi crediamo nel centrodestra e crediamo nelle esperienze di governo, come in Lombardia, Veneto, Liguria, Sicilia, Friuli, Molise. Crediamo in esperienze di governo comunali dove governiamo con tutto il centrodestra unito che è garanzia di buona politica e di buona amministrazione. Pensiamo che si debba ripartire da lì».