15 dicembre 2018
Aggiornato 18:30

Il piano segreto di Renzi: un nuovo partito insieme a Forza Italia

Nei giorni scorsi si sarebbe incontrato con il senatore forzista Paolo Romano per studiare un nuovo soggetto centrista sul modello di Emmanuel Macron

L'ex premier ed ex segretario del Partito democratico, Matteo Renzi
L'ex premier ed ex segretario del Partito democratico, Matteo Renzi (Claudio Giovannini | ANSA)

ROMA – Due debolezze fanno una forza? Forse. O, almeno, questo è quanto sembrano augurarsi Matteo Renzi e Forza Italia. Il primo apparentemente disinteressato alle primarie del Pd di cui è stato segretario, tanto da suscitare voci intorno alla sua presunta intenzione di abbandonare il partito. La seconda ormai pressoché irrilevante all'interno di un centrodestra sempre più a trazione salviniana. Dunque, perché non mettersi insieme? Perché non dare vita ad un nuovo soggetto di centro, che metta insieme i transfughi renziani con una parte dei forzisti, che in questo modo taglierebbero anche fuori il loro ex leader Silvio Berlusconi? Del resto, sarebbe la realizzazione di un sogno che il senatore di Scandicci coltiva già da tempo: quello di un partito della Nazione sullo stile di Emmanuel Macron.

Le dichiarazioni ufficiali
Il diretto interessato smentisce drasticamente: «Avendomi visto su Canale 5 alcuni giornali hanno scritto che io farò un nuovo partito con Berlusconi. Notizia falsa, certa gente non sta bene – scrive nella sua enews Renzi – Quanto al passato: con Berlusconi io ho cercato solo di fare le sacrosante riforme costituzionali. Ma il mio governo non ha mai avuto l'appoggio di Forza Italia, mai. Forza Italia ha votato la fiducia a Monti, a Letta, persino a Gentiloni una volta. Mai a me, mai. In questa legislatura Berlusconi ha votato insieme a Di Maio i presidenti di Camera e Senato. Berlusconi ha appoggiato tutti, da Fico a Monti, tranne me: possiamo finirla con questa storia, adesso? E soprattutto: se tutti i media dicono che sono finito, morto e sepolto, perché ogni giorno preoccuparsi di ciò che farò io? Voi che dite?». Eppure è notizia dei giorni scorsi il presunto incontro dell'ex premier con il senatore di Forza Italia Paolo Romani (smentito da Matteo ma confermato da quest'ultimo), che ha fatto storcere il naso anche ai suoi compagni di partito più fedeli a Berlusconi: «Noi – sottolinea Maria Stella Gelmini, capogruppo Fi alla Camera, in una intervista a Libero – non rimpiangiamo Renzi, ha fatto troppi errori e su tanti temi: dal lavoro alla scuola, dalle riforme costituzionali all'immigrazione. Non è più tempo di Nazareni. Forza Italia mai più con il Pd e Renzi».

I numeri che confortano
L'idea che Renzi lasci il Pd, in effetti, non sembra piacere troppo nemmeno al resto dei dem: «Io non lo so, ho letto anche io gli articoli. Mi auguro, penso e spero di no – ha commentato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla segreteria del Partito democratico – Proprio in questi giorni è palese che di fronte ai disastri di questo governo l'Italia chiede a noi l'opposto: ci chiede di allargare, essere più uniti, combattere, unire le forze per essere più credibili e offrire una alternativa a questi signori. Per creare lavoro, per riprendere la crescita, per combattere le ingiustizie. Tutte promesse di questo governo che il governo non riesce a mantenere. Casomai il problema è che oggi siamo troppo deboli, e a tutti conviene scommettere su una fase di rilancio di unità e non di divisione, e di partecipazione. Il Pd da solo non basta, ma è essenziale rilanciarlo per dimostrare che siamo utili all'Italia». Un elemento su tutti, in compenso, spingerebbe Matteo Renzi verso questa decisione: i sondaggi, che accrediterebbero (stando all'ultima rilevazione di Emg per Agorà) al 12% i consensi del suo eventuale nuovo partito.