9 dicembre 2022
Aggiornato 04:00
Assemblea nazionale di Azione

Azione, Carlo Calenda si federa con Matteo Renzi e incorona Mara Carfagna Presidente

Dopo le ultime resistenze interne dei giorni scorsi, quindi, l'ex ministra per il Sud è stata eletta con l'83,8% dei voti. Per il capo politico di Azione, l'elezione della Carfagna «è importante anche per riuscire a parlare al Sud Italia»

Carlo Calenda con Mara Carfagna
Carlo Calenda con Mara Carfagna Foto: Riccardo Antimiani ANSA

NAPOLI - L'Assemblea nazionale di Azione, che si è svolta al teatro Politeama di Napoli, ha deliberato l'elezione di Mara Carfagna a nuovo presidente del partito e l'accordo di federazione con Italia Viva, il partito di Matteo Renzi. Dopo le ultime resistenze interne dei giorni scorsi, quindi, l'ex ministra per il Sud è stata eletta con l'83,8% dei voti. Per il capo politico di Azione, l'elezione della Carfagna «è importante anche per riuscire a parlare al Sud Italia» e svela che la scelta di Napoli come sede dell'assemblea non è un caso «perché c'è un lavoro da fare per recuperare rappresentanza di chi pensa che il Sud non è condannato all'assistenzialismo e invece può emanciparsi, avere industrie, servizi, istruzione, sanità. È la nostra priorità nei prossimi mesi».

Carlo Calenda ricorda che è in costruzione «una grande area liberaldemocratica che è aperta a +Europa, ai riformisti del Pd che non trovano più casa lì, è aperta alle persone che hanno militato in Forza Italia, ma che si sono stancati di essere portati sulle posizioni di Salvini e che deve costruire un grande partito di centro che metta insieme i liberali, i riformisti, e i popolari».

Poi dal capo politico di Azione anche una stoccata al Partito Democratico: «Il nostro non è un partito nato per diventare rivendicativo al suo interno, altrimenti vi saluto e ve lo fate a modo vostro. Io sono scappato a gambe levate dal Partito Democratico perché c'era il cancro del rivendicazionismo interno» e chiede al partito di Letta di decidere «se sono con noi o se sono con i Cinque Stelle. Io penso che decideranno di andare con i Cinque Stelle. Il Pd in questo momento non è in grado di esprimere una linea e un partito non in grado di esprimere una linea è un partito destinato a morire. Quindi decidano. Io penso che decideranno di andare con i Cinque Stelle. Secondo me è un errore, possono anche cambiare rotta e decidere di aprire una discussione con noi su un'agenda riformista, però decidano. Così non possono andare avanti». Sull'accordo con Italia Viva, invece, Calenda assicura che lavorerà affinché «non ci sia nessuno snaturamento del nostro contenuto di innovazione, di forza e di rettitudine».

Mara Carfagna, da nuovo presidente del partito, pone l'obiettivo «ambizioso ma non impossibile, di fare di Azione il primo partito italiano» poiché l'Italia ha bisogno «di un partito che proponga ma pratichi anche un modello di governo fondato non sugli slogan e sulla propaganda, sulla sollecitazione della paura, ma sulla responsabilità, sul senso dello Stato e del rispetto delle istituzioni. C'è bisogno di questa grande casa dei liberali dei popolari dei riformisti italiani che sono orfani delle case di appartenenza dopo la crisi del bipolarismo». Per l'ex ministro «l'onda del populismo che ha travolto anche il nostro Paese si sta ritirando, proprio da dove era partita. È una logica questa dei moderati, dei liberali, dei popolari italiani ruota di scorta dei sovranisti italiani alla quale mi sono sempre ribellata per convinzione politica e personale profonda, e che oggi mi consente di sentirmi a mio agio in una comunità come questa».

Per Mariastella Gelmini, vicesegretario nazionale e portavoce di Azione, l'accordo di federazione con Italia Viva ha l'obiettivo «di costituire il partito unico entro le elezioni europee del 2024. Oggi poniamo la prima pietra di un grande progetto che sarà di fondamentale importanza, non per noi, ma per l'Italia».

(con fonte Askanews)