22 agosto 2019
Aggiornato 02:00

Province, Giovanni Toti: «Dibattito assurdo, ha ragione Salvini»

Il Presidente della Regione Liguria: «Basta demagogia sulla pelle di tutti». Gelmini: «Ente territoriale fondamentale». Bernini: «Sbagliato lasciarle nel caos»

Giovanni Toti e Matteo Salvini
Giovanni Toti e Matteo Salvini ANSA

ROMA - «Dibattito assurdo quello sulle Province. Tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio ha mille volte ragione il primo. Solo chi non ha amministrato mai nulla non si rende conto di quale danno è stato fatto dall'abolizione di quell'ente». Lo scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della regione Liguria.

Servono enti efficienti

«Una abolizione per altro a metà, che ha mantenuto i costi pubblici tagliando i servizi - aggiunge Toti -. Le Province gestivano e in parte ancora gestiscono scuole, strade, lavori pubblici, fauna selvatica e molto molto altro. Oggi lo fanno ancora o lo fanno altri enti in modo estemporaneo e senza mezzi: non c'è spesso chi spala la neve, non hanno risorse per rimediare alle molte frane sulle nostre vie. I Comuni, soprattutto quelli più piccoli, sono lasciati completamente soli e senza fondi. Se vogliamo un Paese che funzioni servono enti efficienti, vicini ai cittadini, che si occupino di quello che serve. L'abolizione delle Province non ha impedito alla neve di cadere, alle frane di interrompere le nostre strade, ai cinghiali di devastare i campi. Ha solo abolito chi si curava e riparava tutto questo. Basta demagogia, basta improvvisazione sulla pelle di tutti noi!».

Gelmini: Ente territoriale fondamentale

«Se alcune scuole e molte strade sono ridotte in condizioni pietose la responsabilità è proprio in chi ha voluto la chiusura delle Province senza provvedere a distribuire risorse e responsabilità. Come al solito Di Maio parla tanto per dare fiato alla bocca. FI è per il ripristino di questo fondamentale ente territoriale intermedio». Così su twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia.

Bernini: Sbagliato lasciarle nel caos

«Cancellare le Province lasciandole in un limbo istituzionale è stata una scelta senza senso. Monti le abolì addirittura per decreto, e la riforma Delrio ha fatto addirittura peggio, trasformandole in enti di secondo livello, senza elezione diretta, trasferendo alcune competenze alle regioni e riducendone il numero da 107 a 97,con le altre dieci ribattezzate pomposamente città metropolitane. Il risultato? Sono stati drasticamente ridotti personale (20 mila dipendenti in meno) e risorse (5,2 miliardi in meno in quattro anni), ma sono rimaste funzioni fondamentali come la pianificazione territoriale, le strade, l'edilizia scolastica, il trasporto pubblico e privato». Lo dichiara Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.