18 ottobre 2019
Aggiornato 03:00

Gelmini contro il Governo: «Pensioni minime a 780 euro per tutti è una promessa mancata»

Lo ha scritto Mariastella Gelmini, Presidente dei Deputati di Forza Italia, nell'ultimo post del suo blog: «I soldi per alzare le pensioni fino alla soglia promessa dal governo non bastano»

Mariastella Gelmini, Deputata di Forza Italia
Mariastella Gelmini, Deputata di Forza Italia ANSA

ROMA - «I tanti proclami con i quali il Movimento 5 stelle e la Lega hanno a più riprese annunciato che tutti i destinatari di pensioni inferiori ai 780 euro avrebbero visto i propri assegni raggiungere tale cifra sono parole nel nulla». Lo ha scritto Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, nell'ultimo post del suo blog.

I soldi non bastano

«I soldi per alzare le pensioni fino alla soglia promessa dal governo - ha aggiunto - non bastano. Per accedere all'assegno di 780 euro sarà infatti necessario, anche per i disabili, avere più di 65 anni e un'Isee per l'intero nucleo familiare che non superi i 9.360 euro annui. In sostanza, disabili e invalidi non sono considerati beneficiari della pensione e del reddito di cittadinanza in virtù del proprio stato, perché non c'è alcuna specifica misura indirizzata a loro. Una vera presa in giro: i disabili con pensione di inabilità potrebbero vedersi aumentata la pensione, ma di certo non in funzione della loro condizione di disabilità».

Bocciato l'emendamento di Forza Italia

«La platea dei beneficiari degli assegni di invalidità pari a 780 euro, come hanno detto gli stessi Di Maio e Salvini - ha osservato ancora Mariastella Gelmini - sarà inoltre di circa 260 mila unità a fronte dei ben 1 milione 176 mila disabili titolari di pensione e dei 3 milioni di beneficiari di prestazioni di invalidità civile che continueranno a incassare solamente 280 euro al mese. Colpa del governo che non ha integrato l'ammontare di questi assegni, bocciando l'emendamento proposto in tal senso da Forza Italia»«I provvedimenti buoni si votano. Non c'è appartenenza di bandiera - ha concluso - quando ci sono di mezzo gli interessi degli italiani. Siamo dinanzi all'ennesima promessa mancata di chi pensa di poterci prendere in giro».

Savino: «Furbetti già fanno festa»

«Il reddito di cittadinanza non è ancora partito ma i furbetti che ne approfitteranno, pur non avendone diritto, già fanno festa. E' evidente che il Governo non ha alcuno strumento straordinario per evitare gli abusi, tranne quelli già esistenti che, evidentemente, non funzionano a sufficienza visto che già vengono aggirati». Lo afferma la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, commentando l'intervista del premier Conte alla Stampa. «Visto che ai Cinque stelle piacciono le analisi costi benefici - continua Savino - appena il reddito di cittadinanza sarà operativo presenterò una interrogazione parlamentare per chiedere quanto costa l'impiego del personale Inps e dell'Ispettorato del lavoro e della Guardia di Finanza che il premier Conte e il ministro del lavoro Di Maio hanno detto di voler impiegare, e quante risorse saranno recuperate da questi controlli. Il Governo sta mettendo in moto una macchina costosissima ma sono certa che i risultati saranno scarsissimi, mentre i grandi evasori continueranno a farla franca».