20 settembre 2018
Aggiornato 20:30

La differenza abissale tra Gattuso e la dirigenza del Milan

Il neo allenatore ammette il suo sbaglio che ha deciso il pareggio subito dal Benevento al 95’, Fassone e Mirabelli invece non hanno capito quanto possa essere pericoloso aver promosso sulla panchina della prima squadra un allenatore che deve ancora fare tanta esperienza. Per un tecnico il Milan deve essere un punto d’arrivo, non di partenza.

Gattuso-Milan: il doppio rischio, la speranza e lo scenario futuro

Mentre Rino rivendica la competenza per sedersi con dignità sulla panchina rossonera, si fa strada il duplice rischio collegato alla scelta di Fassone e Mirabelli: da un lato il pericolo di bruciare l’ennesimo allenatore emergente, dall’altro privare i giovani della Primavera di un tecnico che stava facendo così bene.

Milan: l'insopportabile via vai sulla panchina del Milan

L’esonero di Vincenzo Montella ha messo fine ad un inizio stagione troppo brutto per essere vero. La speranza dell’attuale dirigenza è che il cambio in panchina possa risollevare le sorti del Milan, ma il dato che emerge sulla questione allenatore è preoccupante: Gattuso è il settimo allenatore rossonero negli ultimi 4 anni.

Allegri e Ranieri: destini diversi e un denominatore comune

Due allenatori vincenti ma entrambi incompresi. Il primo criticato spietatamente dai suoi tifosi, prima al Milan e adesso alla Juve, il secondo cacciato malamente dalla proprietà thailandese del Leicester, neppure 12 mesi dopo aver condotto il club alla più grande impresa della sua storia.

Video

Seedorf: «I giovani non bastano...e il Milan è dei tifosi»

L'allenatore ed ex calciatore olandese del Milan dice la sua sulla squadra Rossonera, «esisterà sempre anche dopo di noi, perché ha una grande forza i suoi supporter che sono sempre lì», su mister Montella che «è riuscito a dare quello che serviva al team» e sul calcio italiano dove «serve sempre un mix fra le vecchie e le nuove generazioni»

Rivoluzione in società: ecco come cambia il Milan cinese

La fine dell’epopea berlusconiana rappresenta un momento epocale della storia del Milan. Ora si volta pagina con i cinesi, appoggiati dal governo di Pechino, e la novità in società sono significative: Fassone nuovo ad, caccia a un direttore sportivo e apertura ad una vecchia gloria rossonera.

Milan, contro il Chelsea tocca a Honda

Questa notte il Milan gioca l’ultima partita dell’International Champions Cup contro il Chelsea di Antonio Conte. Montella sembra intenzionato a dare spazio al giapponese al posto di Suso, schierare Bonaventura in mediana e puntare su Luiz Adriano al centro dell’attacco con Niang sulla sinistra.

Milan, rimonta De Boer per la panchina

Sembrano sempre vive le suggestioni olandesi per il club rossonero. Dopo i meravigliosi anni ’80 con Gullit, Van Basten e Rijkaard, ma anche quelle più recenti legate a Seedorf e Van Bommel, la fascinazione De Boer per la panchina del Milan inizia a prendere corpo tra i fans del diavolo.

Cda Milan: i piccoli azionisti ribaltano Galliani

Ci si aspettava un pomeriggio di fuoco al Portello, nella sede di Casa Milan, dove si è tenuta l’Assemblea dei Soci per l’approvazione del bilancio 2015 che si è concluso con un passivo di quasi 90 milioni. Tante le critiche a Galliani e soprattutto tante legittime domande, ma dall’ad sono arrivate ben poche risposte.

Milan, lo sgarbo di Berlusconi a Brocchi

Quello che sembrava un atto di stima da parte del presidente del Milan nei confronti di Cristian Brocchi oggi assume la valenza di un tiro mancino: difficile infatti ipotizzare una conferma del tecnico anche l’anno prossimo e quindi, dopo Seedorf e Inzaghi, sarà il terzo giovane allenatore bruciato dall’ambizione berlusconiana.

Milan: da Berlusconi a Brocchi i conti non tornano

Il passo del gambero dei rossoneri continua a esasperare i tifosi. Anche l’ennesimo cambio di panchina a Milanello sembra aver esaurito i suoi benefici effetti e, grazie anche a scelte tattiche non proprio all’avanguardia, il Milan si ritrova a fare i conti con una crisi irreversibile.

Milan: da Salvini a Sacchi, tutti contro Berlusconi

Sempre più compatto il fronte anti-berlusconiano dopo la decisione cervellotica di sostituire Mihajlovic (a sei giornate dalla fine e con una finale di Coppa Italia da giocare) e sostituirlo con l’esordiente Brocchi. Da Salvini a Sacchi passando per la curva sud fino all'Associazione Piccoli Azionisti del Milan, il dissenso è totale.

Milan, la lenta eutanasia decisa da Berlusconi

Difficile tentare di dare una spiegazione all’ennesima decisione incomprensibile presa dal presidente rossonero: via Mihajlovic, promosso Brocchi dalla Primavera. Più che un tentativo di risollevare il Milan sembra un atto per affossarlo definitivamente. E il 94% dei tifosi boccia l’operazione.

Milan, Paulo Sousa nome nuovo per la panchina

La corsa alla panchina rossonera ha adesso un altro concorrente. Si tratta dell’attuale allenatore della Fiorentina Paulo Sousa, sempre più in rotta con la dirigenza viola. Secondo il grande ex Giovanni Galli, il tecnico portoghese avrebbe incontrato due club del nord, di cui uno lombardo.

Panchina Milan, tra i due litiganti…

Il testa a testa più avvincente di questo scorcio di stagione, quello tra Mihajlovic e Di Francesco per la panchina del Milan, potrebbe avere quale vincitore a sorpresa il classico terzo incomodo: Cristian Brocchi. L’attuale allenatore della Primavera rossonera, voluto fermamente dal presidente Berlusconi, è già in testa a tutti gli exit poll.

Milan: Brocchi, l’ultimo capriccio di Berlusconi

Non sembrano esserci più dubbi su quello che sarà il futuro tecnico del Milan. Berlusconi ha deciso, l’uomo giusto per la ricostruzione è Cristian Brocchi. Ma fin quando il presidente del Milan non capirà che l’allenatore rossonero - chiunque sia - deve essere difeso fino alla fine, e non delegittimato continuamente, non ci sarà mai luce a Milanello.

Milan: tutti in ritiro, tranne i veri colpevoli

Tutta la rosa del Milan è in ritiro punitivo a Milanello, ma chi è che dovrebbe essere messo in castigo continua a lavorare beatamente ad Arcore e in via Aldo Rossi, dove si decidono le sorti dell’ex club più titolato al mondo. Berlusconi, padre e figlia, e Galliani sono i principali responsabili della crisi rossonera e nessuno sembra essersene accorto.

Milan, Berlusconi ha scelto Brocchi

Le dichiarazioni che hanno allontanato Conte e Di Francesco dalla panchina del Milan, pronunciate ieri del presidente Berlusconi, hanno svelato la vera intenzione del numero uno rossonero: promuovere Brocchi alla guida della prima squadra. Dopo Seedorf e Inzaghi, non c’è due senza tre.

Conte, smacco al Milan: e la Nazionale sprofonda

La pesante batosta incassata all’Allianz Arena contro la Germania riporta a galla alcune scelte discutibili del ct, ad esempio l’ostracismo conclamato nei confronti di alcuni giocatori rossoneri quali Bonaventura, Romagnoli, Donnarumma, Abate etc. etc. Giustificata invece la decisione di mettere in disparte la delusione Bertolacci.

Galliani «cede» Mihajlovic alla Lazio

Berlusconi scagiona Mihajlovic e se la prende con Galliani per la campagna acquisti non all’altezza. Ma il destino del serbo sembra segnato, pare proprio grazie all’intervento dell’ad che avrebbe proposto l’attuale tecnico rossonero all’amico Lotito.

Milan schiantato dalla Juve, è la sconfitta di Brocchi

I rossoneri subiscono una pesantissima batosta dalla Juventus negli ottavi di finale della Viareggio Cup, un 4-0 che ridimensiona le ambizioni di Brocchi di sedersi sulla panchina della prima squadra nella prossima stagione. E stavolta anche Berlusconi sarà costretto ad abbozzare.

Milan, la folle strategia di Silvio il picconatore

Il destino di Mihajlovic appare segnato e un’eventuale vittoria in Coppa Italia renderebbe solo più complicato il licenziamento, ormai già deciso da Berlusconi. In quest’ottica va letta la progressiva e costante opera di delegittimazione del tecnico serbo da parte del numero uno rossonero.

Brocchi parla già da allenatore del Milan

Il tecnico della Primavera rossonera, pronto al debutto nel Torneo di Viareggio, ha espresso il proprio parere sugli sfoghi di Abbiati e Abate relativi all’atteggiamento non proprio battagliero di molti calciatori del Milan: «Ai miei tempi eravamo carichi al solo pensiero di indossare questa maglia».