21 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Calcio - Torneo di Viareggio

Milan schiantato dalla Juve, è la sconfitta di Brocchi

I rossoneri subiscono una pesantissima batosta dalla Juventus negli ottavi di finale della Viareggio Cup, un 4-0 che ridimensiona le ambizioni di Brocchi di sedersi sulla panchina della prima squadra nella prossima stagione. E stavolta anche Berlusconi sarà costretto ad abbozzare.

VIAREGGIO - Prove tecniche di nuovo Milan. Ecco cosa si aspettava Silvio Berlusconi dal succulento ottavo di finale del Torneo di Viareggio in programma questo pomeriggio allo Stadio dei Pini tra la Juventus di Fabio Grosso e i rossoneri di mister Brocchi. Si, proprio lui, quel Cristian Brocchi. L’erede designato al trono di Milanello, il prescelto del presidente del Milan, l’uomo che a dispetto delle precedenti e fallimentari esperienze con Seedorf e Inzaghi veniva annunciato come il candidato numero uno alla panchina del Milan per la prossima stagione.

4-0 e tutti a casa
Ebbene, arrivato all’esame decisivo, quello che due anni fa Filippo Inzaghi superò a pieni voti, riportando il Milan a vincere il Torneo di Viareggio dopo 13 lunghissime stagioni e guadagnando di diritto la panchina dei grandi, Cristian Brocchi ha fallito. E pure pesantemente visto che i suoi ragazzi nell’assolato pomeriggio viareggino hanno subito una pesantissima sconfitta per 4-0 contro i rivali della Juventus.

I fantastici quattro
Una partita praticamente senza storia, letteralmente dominata dai bianconeri dall’inizio alla fine. A parziale giustificazione di Brocchi, è giusto ricordare che nel Milan mancavano all’appello il difensore-bomber De Santis, l’esterno sinistro Felicioli, il nuovo-Pirlo Locatelli e l’attaccante Vido, tutti impegnati con la Nazionale under 19, ma un paio di elementi mancavano anche alla Juventus quindi questo non può essere un alibi.

Il nuovo Dna Milan
La verità è che il Milan di Brocchi ha mostrato drammaticamente le stesse crepe che i rossoneri di Mihajlovic evidenziano partita dopo partita nel campionato maggiore: assoluta incapacità di reagire alle difficoltà, personalità molto vicina allo zero cosmico, distrazioni imbarazzanti e sciocchezze sesquipedali in difesa. Insomma tutto il repertorio di nefandezze che oggi ci portano ad etichettare come «perdente» il nuovo dna Milan confezionato dalla società di Silvio Berlusconi.

Berlusconi e il trequartista
Cosa poi possa mai spingere il presidente Berlusconi a volere Brocchi sulla panchina del Milan, una scelta tanto azzardata quanto fuori da ogni logica, è un mistero, ma fino ad un certo punto. Basti ripensare ai dettami del patron rossonero a Mihajlovic ad inizio stagione (la famosa imposizione del trequartista) e guardare l’assetto tattico del Milan Primavera, oggi letteralmente asfaltato dalla baby Juventus, per avere una risposta. Il Milan di Brocchi - tenendo fede ai desiderata presidenziali - scende in campo con il 4-3-1-2, il modulo tanto caro al numero uno rossonero, con tanto di fantasista dietro le punte (nella circostanza il talentuoso Crociata). 

Brocchi bocciato
Che tutto ciò bassa bastare all’ex centrocampista di Milan e Lazio per garantirsi un posto prestigioso da allenatore dell’ex club più titolato al mondo è assolutamente insensato.
Ma forse stavolta, grazie alla clamorosa scoppola incassata dal Milan di Brocchi, i tifosi rossoneri saranno risparmiati da quest’ennesima sconveniente trovata di Silvio Berlusconi.