11 dicembre 2019
Aggiornato 15:00

La differenza abissale tra Gattuso e la dirigenza del Milan

Il neo allenatore ammette il suo sbaglio che ha deciso il pareggio subito dal Benevento al 95’, Fassone e Mirabelli invece non hanno capito quanto possa essere pericoloso aver promosso sulla panchina della prima squadra un allenatore che deve ancora fare tanta esperienza. Per un tecnico il Milan deve essere un punto d’arrivo, non di partenza.

Gattuso esce a testa bassa dal Vigorito di Benevento
Gattuso esce a testa bassa dal Vigorito di Benevento ANSA

MILANO - «Anche io ho dato un segnale negativo alla squadra. Quando ho messo Zapata credo che la squadra abbia percepito un manifesto di arrendevolezza». Parole e musica di Rino «Ringhio» Gattuso, all’indomani di una delle giornate più tristi, cupe e mortificanti dell’ultracentenaria storia dell’Ac Milan. Il pareggio al 95’ regalato al Benevento, siglato dal portiere sannita Brignoli, primo punto dei giallorossi dopo 14 sconfitte consecutive, è entrato di diritto nel museo degli orrori rossoneri, al pari delle doppia fatal Verona, dell’infausta notte di Marsiglia, del tracollo de La Coruna e della finale di Champions a Istambul contro il Liverpool persa dopo un vantaggio di 3-0. Non proprio un bel modo di iniziare per Gattuso, presentato in pompa magna dalla nuova dirigenza rossonera come il nuovo coraggioso condottiero, il Braveheart di Corigliano Calabro che però, purtroppo per la sconfortata tifoserie milanista, si è dovuto scontrare subito con la dura e triste realtà.

L’opinione pubblica
C’è un altro passo dell’intervista rilasciata da Gattuso a Milan Tv nel deprimente day after di Benevento, quello relativo ai tanti dubbi sulla decisione presa: «Avrei potuto fare anche altre scelte, ma poi se avessi preso gol chissà cosa avrebbero detto».
Ecco, è questo forse il punto focale della situazione. Il neo allenatore rossonero si preoccupa tanto di quali potrebbero essere i commenti dell’opinione pubblica perchè ancora fatica a costruirsene una propria. Cosa del tutto legittima per un tecnico ancora alle primissime armi. 

Esperienza preziosa
Siamo certi, infatti, che Rino, da persona intelligente qual è, saprà fare tesoro di questa umiliante esperienza maturata nel paese delle streghe e magari in seguito non commetterà più lo stesso errore, ma il punto è proprio questo: può una squadra blasonata, prestigiosa e ricca di storia come il Milan permettersi il lusso di far fare esperienza ai propri allenatori poco più che esordienti? E sarebbe comprensibile se si trattasse di una prima volta, ma Gattuso è il quarto tecnico inesperto, dopo Seedorf, Filippo Inzaghi e Brocchi, a sedersi sulla rovente panchina rossonera negli ultimi 4 anni. 

Errore madornale
È assolutamente impensabile che in via Aldo Rossi non abbiano ancora capito - dopo i fallimenti delle tre precedenti esperienze vissute con Berlusconi e Galliani al timone - che il Milan non può essere un punto di partenza per un allenatore, ma un punto d’arrivo. Un tecnico deve approdare a Milanello dopo essersi scontrato con tutte le difficoltà del delicato mestiere di allenatore, aver aver capito quali sono gli errori da non ripetere e aver già riempito uno zaino di batoste, musate e schiaffi, tanto da consentirgli di sapere come gestire le situazioni di emergenza. 

Paragone che non regge
Un bagaglio che il buon Rino Gattuso, con le sue 3 panchine al Sion, le 8 al Palermo in serie B, i tre mesi all’Ofi Creta in smobilitazione, e i due campionati in C e in B alla guida del Pisa, non può ancora aver maturato. Perchè la serie A - a maggior ragione se vissuta sulla panchina di un club prestigioso come il Milan - è tutt’altra cosa rispetto a quanto fatto finora da Ringhio.
Qualche giorno fa qualche illustre collega ha ipotizzato un paragone tra Gattuso e il primo Conte arrivato alla Juve, un paragone tanto azzardato quanto infondato: l’attuale tecnico del Chelsea è arrivato nel 2011 a Vinovo dopo aver allenato 5 anni tra serie A e serie B e aver conquistato ben due promozioni dalla B alla A con Bari e Siena. Con tutto il rispetto per Sion e Ofi Creta, la sensazione è che le esperienza Rino Gattuso le debba ancora fare. Purtroppo sulla pelle dei tifosi del Milan.