21 novembre 2019
Aggiornato 14:30

Rivoluzione in società: ecco come cambia il Milan cinese

La fine dell’epopea berlusconiana rappresenta un momento epocale della storia del Milan. Ora si volta pagina con i cinesi, appoggiati dal governo di Pechino, e la novità in società sono significative: Fassone nuovo ad, caccia a un direttore sportivo e apertura ad una vecchia gloria rossonera.

MILANO - All’indomani del passaggio epocale di consegne tra Silvio Berlusconi e la misteriosa conglomerata cinese che ha rilevato il 99,93 % dell’Ac Milan l’umore tra i tifosi rossoneri è controverso: da una parte c’è la gioia per essersi finalmente liberati dal giogo Fininvest e soprattutto da Adriano Galliani al timone di comando, senza dubbio l’aspetto più gradito al popolo milanista, dall’altro però c’è l’amarezza di dover chiudere in maniera tanto malinconica un trentennio di soddisfazioni, gioie e trionfi difficilmente ripetibili.

Fine dell’epoca berlusconiana
Senza voler fare filosofia spiccia, la vita è questa: cose che iniziano e poi finiscono. Tanto vale accettare con serenità e comprensibile curiosità questa nuova avventura in salsa agrodolce che di sicuro porterà una ventata di freschezza e di novità in un ambiente, quello rossonero, ormai incartapecorito grazie alla gestione imbolsita della premiata ditta Berlusconi-Galliani.

Closing entro fine 2016
Partiamo dall’inzio. La firma sul contratto preliminare siglata a Villa Certosa giovedì notte dovrebbe garantire entro la fine del 2016, data del closing, il passaggio del 99,93% del club di via Aldo Rossi dalla Fininvest alla Sino-Europe Sports Investment Management Changxing, definita società-veicolo dentro cui confluiscono una pluralità di investitori. Ma c’è ancora un velo di mistero ad accompagnare le notizie sulla cordata cinese, la cui composizione è stata svelata solo in minima parte: Haixia Capital, fondo di Stato cinese, Yonghong Li, imprenditore dalla non ben definita posizione economica (fuori dalla famosa lista Forbes e sconosciuto ai principali motori di ricerca finanziari), poi basta. 

C’è il governo di Pechino
E a rendere ancora più oscura la vicenda, le parole del portavoce della cordata: «Gli altri nomi saranno svelati al momento della definizione dell’accordo». L’unica informazione che dovrebbe garantire una discreta dose di sicurezza e solidità è che dietro tutta questa operazione sembra esserci il governo di Pechino, ma la cortina di mistero che aleggia sui nuovi proprietari dell’Ac Milan è sempre fitta e per il tifoso rossonero, bisognoso mai come in questo momento di chiarezza e trasparenza, non proprio un bel modo di iniziare.

Fassone nuovo ad
Quello che invece è certo è che l’accoppiata Galatioto-Gancikoff è evaporata al caldo di una torrida notte d’estate e che il ruolo di nuovo amministratore delegato e direttore generale del Milan sarà occupato da Marco Fassone, accolto però da commenti tutt’altro che positivi sui social network per i suoi trascorsi nerazzurri. A parte che ad ex calciatori dell’Inter il Milan deve molti dei suoi trionfi recenti, Pirlo e Seedorf su tutti, vale la pena ricordare che l’ex direttore generale dell’Inter era stato ricevuto nello stesso modo anche dai dirimpettai di Naviglio per il suo passato alla Juventus e al Napoli. Il fatto che Fassone abbia lavorato per i più importanti club italiani significa almeno un paio di cose: prima di tutto che è un professionista serio e poi che è bravo. Due qualità che dovrebbero consentirgli di essere accettato senza riserve dai tifosi del Milan, in attesa di vederlo all’opera e poi magari criticarlo. 

Le prime novità
A rassicurare i tifosi sulla bontà delle idee di Fassone, le prime linee guida emerse nelle ultime ore. Innanzitutto la ricerca di un direttore sportivo giovane, brillante e intraprendente. Un tipo alla Paratici o alla Giuntoli, per intenderci, qualcuno in grado di far decollare il mercato asfittico del Milan degli ultimi anni. E poi l’idea - applaudita fin d’ora dalla gran parte della tifoseria milanista - di richiamare in società un nome importante della vecchia guardia: Paolo Maldini, Billy Costacurta, Zvonimir Boban o Demetrio Albertini, tanto per fare qualche esempio; un uomo capace di compattare la tifoseria rossonera e fare da collante con una proprietà nuova e - presumibilmente - a digiuno di storia di Milan.

Due mosse fondamentali per dare una svecchiata al club di via Aldo Rossi, regalare un immediato impulso alle nuove attività della società e - finalmente - ridare vita alla speranza.