23 gennaio 2020
Aggiornato 02:30
Calcio - Serie A

Milan, la folle strategia di Silvio il picconatore

Il destino di Mihajlovic appare segnato e un’eventuale vittoria in Coppa Italia renderebbe solo più complicato il licenziamento, ormai già deciso da Berlusconi. In quest’ottica va letta la progressiva e costante opera di delegittimazione del tecnico serbo da parte del numero uno rossonero.

MILANO - Oggi in Casa Milan non si parla d’altro. Le parole pronunciate dal presidente Berlusconi sul futuro in rossonero di Sinisa Mihajlovic, se da una parte non hanno modificato granché lo status quo di precarietà del tecnico serbo, dall’altra hanno certificato il momento di sconvolgente confusione che regna tra Arcore e via Aldo Rossi. «La permanenza al Milan di Mihajlovic dipende da come si concluderà la stagione», aveva pontificato il numero uno rossonero ai microfoni della trasmissione «Radio Anch'io» su Rai Radio 1.
Ora, pensare che il futuro del Milan e della sua guida tecnica per la prossima stagione possa dipendere da una sola, per quanto importante partita, la finale di Coppa Italia contro la Juventus, è l’ennesima incommensurabile follia perpetrata da una dirigenza ormai alla frutta nei confronti dell’Ac Milan.

Mihajlovic come Seedorf
Naturalmente sappiamo tutti che non è così, perché il destino di Mihajlovic è già segnato, tanto che il vero problema del presidente Berlusconi è trovare la maniera più indolore per cacciare via il tecnico (che malgrado i suoi trascorsi in nerazzurro sembra essere entrato nel cuore dei tifosi milanisti) anche in caso di chiusura di stagione col botto, quindi con la vittoria della Coppa Italia ai danni della Juventus. Perchè a quel punto potrebbe essere difficile gestire la cosa, un po’ com’era già successo un paio d’anni fa quando nelle segrete stanze di Arcore si decise di licenziare Seedorf a dispetto del suo gran lavoro. Per la cronaca, quel Milan perse all’ultima giornata la possibilità di entrare in Europa, garantendo così a Berlusconi l’immunità e permettendogli un esonero indolore.

Sinisa delegittimato
Forse è in quest’ottica che va letto il lento e costante martellamento di Berlusconi all’immagine di Sinisa Mihajlovic. Una manovra finalizzata al progressivo indebolimento del tecnico serbo agli occhi della squadra, con i risultati imbarazzanti visti nelle ultime due settimane.
Perché una cosa a questo punto appare evidente: se l’ultimo Milan non è più quello di qualche domenica fa è solo perché Mihajlovic ha perso carisma e autorevolezza agli occhi dei suoi uomini. E tutto grazie all’opera di delegittimazione orchestrata dal presidente Berlusconi ai suoi danni.

C’era una volta l’Ac Milan
Una situazione a dir poco paradossale che ricorda tanto la famosa barzelletta del marito che per fare dispetto alla moglie bisbetica si taglia gli attributi. Une metafora grottesca e inquietante, non così lontana però dalla triste realtà rossonera: un Milan sempre più in balia degli sbalzi di umore del suo presidente e ormai fiacca e sbiadita fotocopia di quello che una volta era il leggendario club più titolato al mondo.