22 ottobre 2019
Aggiornato 11:00

Milan, rimonta De Boer per la panchina

Sembrano sempre vive le suggestioni olandesi per il club rossonero. Dopo i meravigliosi anni ’80 con Gullit, Van Basten e Rijkaard, ma anche quelle più recenti legate a Seedorf e Van Bommel, la fascinazione De Boer per la panchina del Milan inizia a prendere corpo tra i fans del diavolo.

MILANO - Era la fine degli anni ’80, i tempi di Ruud Gullit, Marco Van Basten e Franklin Edmundo Rijkaard. Il Milan berlusconiano iniziava a dare prepotenti segni di vita al mondo del calcio e i tifosi rossoneri cominciavano ad innamorarsi di quella bandiere rossa, bianca e blu a strisce orizzontali e di quelle magliette arancioni che i calciatori dei Paesi Bassi sfoggiavano con amor patrio. Un periodo magico rimasto nel cuore dell’intero popolo milanista, e forse di tutti coloro che amano il football.

Da allora altri olandesi sono sbarcati a Milanello: alcuni con fortune alterne (il leggendario - al contrario - trio Kluivert, Reiziger e Bogarde), altri capaci di riportare in auge l’orgoglio orange a San Siro (Clarence Seedorf e Mark Van Bommel). 

Nuovo allenatore il 1 luglio 

La strettissima attualità in Casa Milan racconta altre storie. C’è un’esclusiva con la cordata cinese interessata ad acquistare la maggioranza del club che scade il 30 giugno e un’altra scadenza, il 1 luglio, per conoscere ufficialmente il nome del nuovo allenatore rossonero. In che modo le due cose si leghino a doppio filo alla recente storia rossonera è presto detto. Se Berlusconi rispedisse al mittente le offerte asiatiche e restasse lui al timone del Milan, la panchina toccherebbe a Cristian Brocchi, oppure - ma in seconda battuta e solo se prevalesse il volere di Adriano Galliani - a Marco Giampaolo.

De Boer prima opzione cinese

Se invece la Fininvest dovesse riuscire a convincere l’attuale presidente a cedere il club alla ancora misteriosa cordata di imprenditori asiatici, allora gli scenari potrebbero cambiare. Perché a quel punto il testa a testa tutto di matrice italica potrebbe sconfinare nel celebre proverbio «tra i due litiganti il terzo gode». E il terzo in questione sarebbe l’ex allenatore dell’Ajax Franck De Boer. 

Giovane, brillante e vincente (4 Eredivisie vinte e due secondi posti nelle sei stagioni alla guida del Lancieri), l’olandese sembra proprio il personaggio giusto per rilanciare le quotazioni ormai impoverite dell’ex club più titolato al mondo. 

Mercato targato Ajax

Senza dimenticare l’approccio offensivo e propositivo che ha sempre caratterizzato le idee di gioco di De Boer e che rappresenta una conditio sine qua non per essere «tollerato» da Silvio Berlusconi.

A corredo dell’investitura del tecnico orange, ci sarebbero tante operazioni di mercato che potrebbero esaltare i tifosi e avere uno sviluppo immediato, garantite proprio dalla presenza di De Boer sulla panchina del Milan. Parliamo ad esempio dell’esterno offensivo El Ghazi (1995), già entrato nel mirino dei rossoneri nella scorsa sessione di mercato, del talentuoso difensore centrale Joel Veltman (1992), del centrocampista Riechedly Bazoer (1996), considerato dagli esperti il nuovo crack del calcio europeo, e soprattutto di Arkadiusz Milik, centravanti polacco classe ’94 seguito da tutti i più importanti club d’Europa.

Non saranno italiani, ma sono giovani e tanto forti. Sarebbe finalmente un bel modo di ripartire.