24 settembre 2021
Aggiornato 08:30
Calcio - Serie A

Milan, la lenta eutanasia decisa da Berlusconi

Difficile tentare di dare una spiegazione all’ennesima decisione incomprensibile presa dal presidente rossonero: via Mihajlovic, promosso Brocchi dalla Primavera. Più che un tentativo di risollevare il Milan sembra un atto per affossarlo definitivamente. E il 94% dei tifosi boccia l’operazione.

MILANO - Se sono allenatori, al Milan non li vogliamo. Deve essere questo il nuovo dogma presidenziale di casa Berlusconi, altrimenti non si spiegherebbe in alcun modo questa ennesima scellerata decisione che testimonia, senza alcun bisogno di prove d’appello, la parola d’ordine che regna al Milan: confusione.

Il comunicato diffuso in giornata dalla società, arrivato a conferma di quanto già abbondantemente descritto nella serata di ieri, è esemplare: «AC Milan comunica l’esonero del Signor Sinisa Mihajlovic dall’incarico di allenatore. Al Signor Mihajlovic vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività fin qui svolta con impegno e correttezza. La conduzione tecnica della Squadra è affidata, fino al termine dell’attuale stagione, al Signor Cristian Brocchi al quale AC Milan rivolge i più cordiali auguri di buon lavoro».

Quell’unica domanda: perché?

Purtroppo nel testo redatto dal solerte ufficio stampa rossonero manca la domanda all’unica risposta che tutti vorrebbero voglia di rivolgere alla proprietà: perché?

La convinzione che ormai serpeggia tra Arcore, via Aldo Rossi e Milanello è che ormai Silvio Berlusconi, imprigionato nel doloroso passaggio dall’età matura alla senilità, abbia deciso di sfidare il mondo per puro spirito di contraddizione. Tutti vogliono la conferma di Mihajlovic? Lui lo licenzia. Tutti bocciano la soluzione Brocchi giudicandola quella più pericolosa per il futuro già precario del Milan? Lui lo promuove dalla Primavera alla prima squadra.

Tutti gli errori di Silvio

Ormai è così, un gioco al massacro che sta portando il Milan, il club che una volta era oggetto delle passioni amorevoli di Berlusconi, sull’orlo del baratro, grazie ad una serie di decisioni che definire scombinate è un eufemismo. Dalla deleteria operazione del doppio amministratore delegato al maldestro tentativo di cessione del club a sedicenti broker dell’estremo oriente, passando per la bocciatura del progetto nuovo stadio con il teatrino inqualificabile del Portello fino alla consegna dei pieni poteri a un Adriano Galliani, anche lui evidentemente invecchiato e ormai privo dello smalto dei bei tempi.

94% dei tifosi contrari al cambio

Tornando alla scelta di licenziare Sinisa Mihajlovic e promuovere Cristian Brocchi sulla panchina della prima squadra, bastano i numeri di un sondaggio tra i tifosi rossoneri che circola sul web a delineare i confini di un’operazione tanto stralunata: solo un misero 6% dei fans rossoneri approva, mentre il 94% boccia sonoramente il cambio alla guida tecnica. Per non parlare dei commenti di ex calciatori, opinionisti, colleghi, addetti ai lavori, operatori del settore. È un plebiscito, ma non a favore di Mihajlovic (anche lui indubbiamente responsabile di questa ennesima stagione fallimentare del Milan), quanto piuttosto contro Berlusconi e la sua folle strategia suicida.

La lenta eutanasia

Perché una cosa appare certa: senza nulla togliere a Cristian Brocchi che magari diventerà un ottimo allenatore, la decisione di replicare le promozioni insensate di Seedorf e Inzaghi, appare più un tentativo di affossare definitivamente il Milan, anzichè risollevarlo. Una sorta di lenta eutanasia di cui i tifosi rossoneri avrebbero fatto volentieri a meno.