23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
Calcio - Serie A

Cda Milan: i piccoli azionisti ribaltano Galliani

Ci si aspettava un pomeriggio di fuoco al Portello, nella sede di Casa Milan, dove si è tenuta l’Assemblea dei Soci per l’approvazione del bilancio 2015 che si è concluso con un passivo di quasi 90 milioni. Tante le critiche a Galliani e soprattutto tante legittime domande, ma dall’ad sono arrivate ben poche risposte.

MILANO - Sono volate parole pesanti questo pomeriggio nel corso dell’Assemblea degli azionisti dell’Ac Milan. A raccogliere critiche, reprimenda, analisi spietate, indici puntati contro e lamentele diffuse il solo Adriano Galliani in rappresentanza della società, a conferma che quando si tratta di difendere il proprio operato di fronte ai veri tifosi la famiglia Berlusconi - nelle persone di Silvio il presidente e Barbara l’altro amministratore delegato - preferisce mandare qualcun altro in avanscoperta.

89,3 milioni di deficit nel 2015
Alla fine è andata come ci si attendeva: un pomeriggio di polemiche, discussioni e soprattutto di domande senza risposte, comprensibile fardello da portare in spalla per tutto l’Ac Milan, alla luce di una perdita in bilancio per il 2015 di ben 89,3 milioni di euro.
Una serie di interventi piccati da parte di una rappresentanza dei piccoli azionisti del Milan, presenti in quanto rappresentanti di una tifoseria ormai drammaticamente disincantata. Naturale conseguenza delle ultime mortificanti stagioni che hanno scaraventato quello che una volta era il club più titolato al mondo nel limbo di una mediocrità che il popolo rossonero non è più disposto a tollerare. 

«Galliani, dimettiti!»
«Mi sarei aspettato che lei si fosse dimesso - il succo di uno degli interventi rivolti ad Adriano Galliani - e che Berlusconi fosse tornato a fare il presidente onorario. Anche nel Milan è necessario un ricambio generazionale». Un altro dei piccoli azionisti se l’è presa con l’amministratore delegato, l’unico presente, per l’ormai stucchevole procedura dei falsi proclami di inizio stagione: «Ogni anno ci viene spacciata la squadra come competitiva, il fatto è che poi i risultati ci dicono il contrario e ci riportano alla dura realtà. La colpa però non può essere addossata agli allenatori, i veri colpevoli sono coloro che si sono scollati dalla realtà e non fanno nulla se non ripetere le stesse ormai noiose litanie».

Quante domande senza risposta
Non sono mancate domande specifiche a Galliani sul perché di un passivo in bilancio così elevato, sull’eccessivo numero di dipendenti che gravano sulle casse dell’Ac Milan, sui costi/ricavi della costosissima nuova Casa Milan, sulla questione stadio di proprietà e i costi ancora non chiariti dell’operazione fallita al Portello etc. etc.

Galliani: «Vogliamo sovvertire il trend»
Galliani da parte sua, dopo un paio d’ore di interruzione dell’assemblea per preparare le risposte da dare ai piccoli azionisti se l’è cavata con un ritornello che non ha soddisfatto nessuno: «Nello sport tutte le società hanno cicli positivi e negativi, che dipendono anche dagli avversari. Il Cda sta prendendo tutte le iniziative necessarie per sovvertire il trend negativo. La società ha un piano strategico pluriennale nel rispetto del Fair play finanziario - ha spiegato l’ad leggendo una breve nota concertata con Barbara Berlusconi e il suo staff -  e a questo proposito posso dire che il progetto di Casa Milan, in una strategia di diversificazione dei ricavi, ad oggi ha visto circa 600 mila presenze, un fatturato di 6,4 milioni di euro, e una maggiore valorizzazione del brand».

Rivera e Maldini proposti per il Cda
Ovvia l’insoddisfazione dei piccoli azionisti che alla fine dell’Assemblea hanno proposto un Cda composto da alcune vecchie glorie del Milan, tra i quali Gianni Rivera, Paolo Maldini, Zvonomir Boban, Demetrio Albertini e Clarence Seedorf.
L'azionista di maggioranza Fininvest, ha invece eletto un nuovo CdA composto da sette amministratori: Barbara Berlusconi, Paolo Berlusconi, Leonardo Brivio, Pasquale Cannatelli, Giancarlo Foscale, Leandro Cantamessa e Adriano Galliani, con quest'ultimo nella veste anche di vice presidente vicario.
Come dire, niente di nuovo sotto il cielo rossonero.