26 maggio 2019
Aggiornato 00:30

Milan: da Salvini a Sacchi, tutti contro Berlusconi

Sempre più compatto il fronte anti-berlusconiano dopo la decisione cervellotica di sostituire Mihajlovic (a sei giornate dalla fine e con una finale di Coppa Italia da giocare) e sostituirlo con l’esordiente Brocchi. Da Salvini a Sacchi passando per la curva sud fino all'Associazione Piccoli Azionisti del Milan, il dissenso è totale.

MILANO - Mai levata di scudi fu più plebiscitaria. La decisione di Silvio Berlusconi di licenziare Sinisa Mihajlovic, a sei giornate dalla fine e con una finale di Coppa Italia da disputare, e sostituirlo con l’ennesimo allenatore esordiente, il terzo in tre anni dopo Seedorf e Inzaghi, non è andata giù praticamente a nessuno, dai fans vip all’ultimo dei tifosi. 

Abbiamo già raccontato della protesta rossonera esplosa sul web, ma non solo i tifosi comuni hanno fatto sentire la loro rabbia. 

Salvini: «Tutto questo non è da Milan»

Matteo Salvini, segretario della Lega Nord (al momento anche a livello politico non particolarmente in sintonia con Berlusconi) e noto tifoso rossonero, ha gridato al mondo tutta la sua insoddisfazione per la scelta cervellotica del presidente milanista: «Tutto quello che sta accadendo non è da Milan, non è nel nostro stile licenziare un allenatore via telefono. E comunque se cambi 5 allenatori in 3 anni il problema forse è altrove, non in panchina. Capisco che non si possa vincere sempre, però da tifoso pretendo rispetto: basta proclami da scudetto o da Champions se poi il campo dice altro. Su Galliani ho già espresso tutte le mie riserve, ma una squadra con due amministratori delegati non so dove possa andare. La frustrazione è tanta, era meglio combattere per risalire dalla B con dignità piuttosto che cercare alibi di anno in anno».

I consigli di Sacchi

Si è espresso in maniera categorica anche Sacchi, considerato uno dei guru prediletti di Silvio Berlusconi ed invitato ad Arcore al termine della cerimonia funebre dedicata a Cesare Maldini proprio per studiare insieme il nuovo corso rossonero. Purtroppo per il Milan e i suoi tifosi, le indicazioni del buon Arrigo - continuare con MIhajlovic fino al termine della stagione e poi puntare tutto su di Francesco - non sono state ascoltate. «Spero che Berlusconi abbia fatto bene a scegliere Brocchi - ha spiegato un dubbioso Sacchi -. È una situazione non semplice per il nuovo tecnico, Mihajlovic aveva un ottimo rapporto con i suoi calciatori quindi non sarà facile entrare nella loro testa dei calciatori. E comunque mi dispiace sempre quando viene esonerato un allenatore perché vuol dire che la società ha sbagliato a sceglierlo». 

La Sud: «Basta promesse al vento»

Anche la curva sud, cuore pulsante del tifo rossonero, non ha mancato di di far pervenire alla dirigenza del Milan tutto il proprio dissenso per l’ennesima operazione scombiccherata, minacciando contestazione a oltranza nelle prossime settimane: «Quarto allenatore a pagare colpe non sue, tutto iniziato dall’allontanamento di Allegri (sulle cui capacità parlano i risultati nella nuova squadra), proseguito con la farsa Seedorf, portato avanti con l’utilizzo del parafulmine Inzaghi, per finire con Mihajlovic che è solo l’ultimo incolpevole a pagare per l’incapacità di gestire la società da parte di Galliani ed il complice benestare del presidente Berlusconi, che per l’ennesima volta avalla un’operazione quantomeno discutibile, mettendo sulla graticola un allenatore per non colpire i veri colpevoli di questa situazione, ossia i suoi uomini di fiducia e la sua assenza. Un presidente che non sa riconoscere il vero problema nella sua azienda e che quindi non lo risolve, non è più giustificabile nemmeno a fronte di grossi investimenti,ma anzi diventa a questo punto il primo responsabile  di questa situazione. Sentire parlare di due finali nei prossimi cinque anni, o di calcio spettacolo, vedendo in campo giocatori che meritano la posizione in classifica che occupano, non è più accettabile».

«Totale assenza di progettualità»

E per finire anche l’Associazione Piccoli Azionisti del Milan che, attraverso un comunicato, ha manifestato tutto il proprio disappunto e una sfiducia sempre crescente nei confronti dell’attuale proprietà: «Si è assistito all’ennesima decisione dettata dalla totale assenza di progettualità e frutto dell’evidente improvvisazione dirigenziale del Club».