16 settembre 2019
Aggiornato 16:30

Conte, smacco al Milan: e la Nazionale sprofonda

La pesante batosta incassata all’Allianz Arena contro la Germania riporta a galla alcune scelte discutibili del ct, ad esempio l’ostracismo conclamato nei confronti di alcuni giocatori rossoneri quali Bonaventura, Romagnoli, Donnarumma, Abate etc. etc. Giustificata invece la decisione di mettere in disparte la delusione Bertolacci.

MILANO - Fa un po’ strano quel titolo buttato lì così, apparentemente immotivato e senza senso. Ma il senso c’è, eccome, supportato da una constatazione evidente: malgrado il Milan sia la squadra che ogni domenica schiera il maggior numero di italiani, i rossoneri in Nazionale sono sempre meno. Eppure l’attuale ct della nazionale italiana di calcio, Antonio Conte, è stato il sogno proibito della premiata ditta Berlusconi-Galliani per almeno un lustro. Da quando cioè, dopo aver incassato l’umiliazione lacerante di uno scudetto sfilato ai rossoneri sotto al naso quando sembrava già vinto (era l’anno 2011-12, quello del famoso gol di Muntari), l’immagine del tecnico leccese ha iniziato a farsi strada nell’animo inquieto dei dirigenti milanisti.

Conte, rossonero mancato
Famoso, anche se poco celebrato, il tentativo della strana coppia a capo del Milan di convincere Antonio Conte a mollare la Juventus per tentare una nuova avventura a Milanello nell’estate del 2014. Allora i rossoneri venivano dal licenziamento di Allegri e dall’infausta parentesi di Clarence Seedorf in panchina, mentre la Juve si cullava sugli allori del terzo scudetto consecutivo e già pensava alla rifondazione. Sarebbe stato il momento giusto per il gran passo, ma Andrea Agnelli bloccò tutto. Conte rimase alla Juve, solo per un altro mesetto visto che a luglio salutò tutti e si dimise dopo lo smacco subito per il mancato acquisto di Cuadrado. A quel punto però Berlusconi e Galliani avevano già affidato la panchina del Milan a Pippo Inzaghi, con le conseguenze disastrose che tutti conosciamo. 

L’ostracismo di Conte
Conte così è finito alla guida della Nazionale, dove sta consumando gli ultimi scampoli di un biennio importante per la sua carriera, tanto che il Chelsea di Abramovich gli ha offerto le chiavi di Stamford Bridge - e un lauto assegnuccio - per ricostruire i Blues dopo il disastro Mourinho di questa stagione. Ma questa è un’altra storia.
Quello che colpisce in questo momento è l’ostracismo - invero incomprensibile - dell’attuale ct nei confronti dei tanti italiani in maglia rossonera, ovvero la squadra che avrebbe potuto allenare se…

Smacco al Milan italiano
Che il Milan sia la squadra che schiera il maggior numero di azzurrabili è evidente, anche più della tanto celebrata Juventus che concede alla Nazionale lo zoccolo duro della squadra (Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Marchisio, Zaza, Rugani etc. etc.).
Ora, dando per scontato che tra tecnici, osservatori e addetti ai lavori sono in tanti ad apprezzare il progetto giovani del Milan, fa strano che l’unico a non riconoscere il buon lavoro fatto a Milanello sia proprio colui che maggiormente potrebbe beneficiarne, il ct azzurro.

Bonaventura fuori dai giochi
Alla luce della clamorosa disfatta dell’Italia all’Allianz Arena contro la Germania, le domande su alcune scelte cervellotiche di Conte rimbombano  con un’eco sempre crescente.
Ad esempio, fatto salvo l’accantonamento del deludente Bertolacci, ormai in evidente difficoltà anche in rossonero, è possibile che uno come Bonaventura continui a restare ai margini della Nazionale (a vantaggio di Giaccherini, El Shaarawy, Insigne e Bernardeschi) pur avendo dimostrato di essere la vera anima del Milan, l’unico sempre pronto, capace di risolvere le partite e caricarsi la squadra sulle spalle nei momenti di difficoltà?

Serve il talento di Romagnoli
E ancora. Come si fa a lasciar fuori uno come Romagnoli quando le alternative che poi si vedono combinare disastri in maglia azzurra sono Astori, Acerbi e perfino Ranocchia?
È lecito tollerare che l’unica squadra della nostra serie A con 4 terzini italiani in rosa (Abate, De Sciglio, Antonelli e Calabria), possa poi applaudire solo l’ex genoano, schierato nei minuti finali della disfatta bavarese, quando poi a scendere in campo è De Silvestri?

Donnarumma scalpita
E dulcis in fundo, che senso ha continuare a convocare il pur bravo Sirigu, che però è ibernato in panchina al Psg da circa un anno, quando in Italia è ormai sbocciato il talento purissimo di Donnarumma che tutte le big europee vorrebbero fin d’ora a difendere i pali delle loro squadre?
I famosi misteri della vita. Ma dopo scoppole sonore e così laceranti come quelle in terra di Germania e con un Europeo alle porte, il ct Conte dovrebbe iniziare a dare delle risposte.