27 giugno 2017
Aggiornato 16:00
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Prima intesa sulla Tobin tax europea

Sembrava destinata all’ennesimo rinvio e invece la tassa europea sulle transazioni finanziarie compie un passo in avanti. Piccolo e di facciata per i detrattori, importante e incoraggiante per i dieci Paesi - Italia compresa - che hanno deciso di andare avanti nonostante la Gran Bretagna prometta un ricorso alla Corte di Giustizia.

4 priorità per attrarre investimenti

Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha aperto i lavori dell'Eurofi a Milano presentando un quadro a tinte fosche. «La politica monetaria da sola non può rilanciare la crescita e garantire la stabilità finanziaria nell'area euro», ha avvertito, aggiungendo «al cuore del problema c'è la debolezza della domanda aggregata, in particolare degli investimenti. Rilanciarli è cruciale»

Vertice Ecofin, Italia sorvegliata speciale

La BCE ha ammonito Roma sul fatto che «permangono rischi sul conseguimento degli obiettivi di deficit 2014». L'Ocse ha ricordato che il nostro paese è l'unico a registrare crescita negativa ininterrottamente fin da tutto il 2012. La Commissione UE ha denunciato che nello Stivale la produttività è rimasta ferma e l'efficienza degli investimenti è bassa. Domani i primi incontri economici comunitari

Assedio alla Germania

La Commissione europea ha fatto subito eco al Fondo monetario internazionale, e si profila quasi un «assedio alla Germania» al Consiglio Ecofin informale che si svolgerà venerdì e sabato a Milano. Berlino «ha i margini» per fare di più sugli investimenti infrastrutturali. Non solo aiuterebbe la sua crescita economica, ha affermato Bruxelles, ma anche il riequilibrio di tutta l'area euro.

«Berlino deve spendere di più»

Con un avanzo di bilancio in equilibrio e un surplus commerciale «esplosivo» - a luglio l'export della Germania ha superato per la prima volta in assoluto la cifra record di ben 100 miliardi di euro - la locomotiva di Eurolandia rischia di ritrovarsi nella scomoda posizione di «imputato» al Consiglio dei ministri delle Finanze, che si svolgerà venerdì e sabato a Milano.

Dall’Europa un «stai sereno Matteo»

C’è poco da rigirarla, l’Ecofin ha respinto tutte le avance di Renzi: nessun rinvio al 2016 del pareggio di bilancio, nessuna concessione speciale sugli investimenti in infrastrutture, anche si tratta di digitale e una avvertimento che suona come una minaccia, «non taroccate i conti». Risultato, in autunno una nuova stangata per gli italiani sarà inevitabile.

Per Renzi, pochi consensi a Bruxelles, molti dissensi a Roma

Dall’Ecofin arrivano molti paletti sulle sue richiese di flessibilità: alcuni segnali di apertura sono giunti dall'olandese Jeroen Dijsselbloem. Ma il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble è inamovibile: «le riforme non sono una alternativa all’equilibrio dei conti». Intanto in Italia si complica per il premier il cammino verso il cambiamento.

Padoan: L'inflazione deve tornare al 2%

È dall'Italia che parte l'input per accelerare la ripresa in Europa, perché è l'Italia che ora, dopo le elezioni europee, ha l'autorevolezza per riorientare la bussola dell'Unione puntandola a crescita e occupazione: è il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan a spiegare dopo l'Ecofin la delicata trattativa in corso tra le capitali che punta a creare un consenso sul cammino da prendere che punta

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