29 marzo 2020
Aggiornato 05:30
Politiche europee

Dombrovskis: «Valuteremo se cambiare regole UE per i bilanci»

La riflessione critica in corso riguarda alcuni indicatori usati negli ultimi anni per valutare lo sforzo finanziario da richiedere agli Stati membri per correggere le loro eventuali «deviazioni»

Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis
Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis ANSA

BRUXELLES (ASKANEWS) - La Commissione europea sta rimettendo in discussione i due pacchetti di regole di bilancio dell'austerità (il «six-pack» e il «two-pack», entrati in vigore rispettivamente nel 2011 e nel 2013) che hanno riformato il Patto di Stabilità durante la crisi dell'Eurozona, anche se non è ancora chiaro se e fino a che punto le regole verranno modificate. E' quanto si evince da una risposta del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Ecofin oggi a Bruxelles.

La riflessione critica in corso riguarda in particolare alcuni indicatori usati negli ultimi anni per valutare lo sforzo finanziario da richiedere agli Stati membri per correggere le loro eventuali «deviazioni» e rimettersi in linea.

Rispondendo a una domanda sull'ipotesi che la Commissione, nel quadro del «Green Deal» europeo, consideri gli investimenti «verdi» fuori dal calcolo dei deficit pubblici dei paesi dell'Eurozona, Dombrovskis ha replicato: «Stiamo intraprendendo una revisione dei regolamenti e delle direttive del 'six-pack' e del 'two-pack'. Quello che stiamo facendo, praticamente, è una revisione non legislativa per fare il punto sulla situazione attuale e valutare come queste regole hanno funzionato negli ultimi anni, e come semplificarle».

«Allo stesso tempo - ha continuato il vicepresidente della Commissione - lanceremo una pubblica consultazione per discutere quali potenziali modifiche alle regole di bilancio sarebbero necessarie e qual è una potenziale soluzione ('way forward', ndr)».

«Ne abbiamo già discusso - ha ricordato Dombrovskis - nel settembre scorso, all'Ecofin informale di Helsinki, sulla base di una proposta dello European Fiscal Board che io penso possa essere una buona base in termini di semplificazione"; e la proposta è quella di «abbandonare ('moving away from', ndr) indicatori non osservabili come il saldo strutturale di bilancio o l«output gap'».

L'osservazione di Dombrovskis è significativa perché è proprio in base all'«output gap» (la differenza fra «crescita potenziale» e crescita reale osservata nell'economia di un paese) che la Commissione calcola il «deficit strutturale», e quindi l'entità dello sforzo di bilancio che gli Stati membri dovrebbero effettuare per correggere le eventuali deviazioni dal percorso verso il proprio «obiettivo di medio termine» (che per i paesi ad alto debito è l'azzeramento del deficit strutturale). Inoltre, almeno tre successivi ministri dell'Economia italiani, a cominciare da Pier Carlo Padoan, hanno chiesto di rivedere questo indicatore, che nella versione usata dalla Commissione è particolarmente penalizzante per l'Italia.

«Non salterei subito a conclusioni - ha avvertito il vicepresidente della Commissione - su quali siano esattamente le interazioni o implicazioni del Green Deal europeo, prima ancora che la pubblica consultazione sia cominciata. Abbiamo bisogno di avere il feedback dalla consultazione pubblica, prima di decidere su potenziali ulteriori passi» «Più generalmente - ha concluso Dombrovskis -, è importante che possiamo vedere emergere un consenso su dove vogliamo andare con le regole di bilancio dell'Ue, perché vale la pena riaprire quelle regole solo se siamo sicuri di ritrovarci in una situazione migliore di quella che abbiamo oggi».

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