20 novembre 2019
Aggiornato 20:00
La crisi del debito sovrano

Oggi l'Ecofin, tra le tensioni sui mercati e la frenata della crescita

Scatta l'azione comune delle Banche centrali. Al vertice presenti gli USA per fare pressing sull'Unione europea

WROCLAW - Tra la minaccia delle persistenti tensioni di mercato, e quella di un pesante rallentamento della ripresa, i massimi responsabili economici dell'Unione europea si ritrovano in Polonia, a Wroclaw, Breslavia in italiano, la quarta maggiore città del paese che ora detiene la presidenza di turno dell'Ue. Il consiglio informale dell'Ecofin che sarebbe dovuto servire a trovare una posizione comune dell'UE da portare alle riunioni autunnali di FMI e Banca Mondiale, in realtà si trasforma in una nuova riunione di emergenza sulla crisi debitoria che continua ad attanagliare l'area euro. E a fronte di una Europa apparentemente incapace a superare questi problemi - a oltre un anno dal lancio del piano di aiuti sulla Grecia, questo paese relativamente piccolo resta l'epicentro delle tensioni - si fa spazio perfino l'ipotesi di un «soccorso cinese», o in generale di un aiuti esterno dai giganti emergenti.

Per ora chi interviene sono le maggiori banche centrali mondiali, tornate a lanciare una azione coordinata contro le recenti tensioni dei mercati, che si temeva stessero coinvolgendo anche il mercato interbancario. La Federal Reserve americana, assieme alla Bce, alla Banca del Giappone, la Banca d'Inghilterra e la Banca Nazionale di Svizzera hanno deciso di operare assieme per immettere liquidità supplementari in dollari sui rispettivi mercati. Iniziative simili si erano viste nel 2008, dopo il precipitare della situazione innescato dal crack di Lehman Brothers. Immediata la reazione dei mercati che nell'Ue hanno chiuso con rialzi superiori al 3%.

Intanto la Commissione europea, come fatto la scorsa settimana dalla Bce, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita. Il commissario agli Affari economici, Olli Rehn ha per ora escluso una ricaduta in recessione, ma la ripresa si profila ora «lenta e piena di ostacoli», ha avvertito. Ora sul terzo trimestre è atteso un magro più 0,2 per cento del Pil sull'insieme dell'area euro, a fronte del più 0,4 per cento precedentemente stimato, e sul quarto la previsione è passata dal più 0,4 al più 0,1 per cento. Intanto gli Stati Uniti, inattesi invitati dell'ultimo minuto, premono affinché i partner Ue assumano azioni risolutive sui loro problemi.

La situazione resta critica mentre le tensioni sulla Grecia si sono riaccese dopo che nei giorni scorsi dichiarazioni di esponenti di primo piano della Germania avevano riaperto l'ipotesi di una insolvenza sui pagamenti. Ma è uno scenario dalle conseguenze imprevedibili, su cui sono stati fatti ripetuti parallelismi con il crack di Lehman Brothers, l'evento che nel 2008 fece da innesco alla caduta a precipizio delle Borse e alla recessione economica globale. Per questo diverse autorità europee e la stessa cancelliera della Germania si sono prodigate a ribadire che si farà tutto il necessario per salvare Atene.