Monti e Di Rupo, convergenza su necessità crescita
Bilaterale con l'obiettivo di definire le convergenze fra i due paesi di fronte alla crisi dell'euro, in vista del prossimo vertice europeo. Il Premier belga: Importante finanziare ricerca, tecnologia e ambiente
BRUXELLES - Il presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha incontrato stamattina a Bruxelles il premier belga Elio Di Rupo, con l'obiettivo di definire le convergenze fra i due paesi di fronte alla crisi dell'euro, in vista del prossimo vertice europeo.
Di Rupo: Oggi parliamo italiano - «Abbiamo fatto il punto in preparazione del vertice Ue del 30 gennaio. L'Italia è il terzo paese più importante dell'Eurozona, il punto di vista dell'Italia conta», ha detto Di Rupo ai cronisti alla fine dell'incontro, mentre Monti ripartiva rapidamente per recarsi alla riunione del Consiglio Ecofin.
«Su diversi elementi i punti di vista dei due paesi sono convergenti», e in particolare sulla «necessità che i vertici europei diano speranza ai cittadini per la crescita, perché la disciplina di bilancio è importante, indispensabile», ma lo è «per restaurare la fiducia e rilanciare la crescita», ha osservato il premier belga, che aveva accolto Monti dicendo: «Oggi parliamo italiano» (Di Rupo è figlio di immigrati abruzzesi).
Finanziare ricerca, tecnologie e ambiente - A una cronista che chiedeva se lui, socialista, fosse d'accordo con le «soluzioni liberali» per stimolare la crescita adottate dal governo Monti, il premier Belga ha risposto che bisogna puntare anche sul «finanziamento della ricerca, delle tecnologie dell'informazione e delle tecnologie ambientali».
Di Rupo non ha voluto rispondere, invece, alla domanda se con Monti si sia parlato del tema degli eurobond e di un'eventuale strategia comune dei due paesi su quest'obiettivo («bisogna mantenere una certa confidenzialità sui contenuti dei nostri colloqui», ha detto), mentre sulla proposta di tassare le transazioni finanziarie ha ricordato che è «un punto che fa parte dell'accordo di governo in Belgio», e ha sottolineato che su questo, comunque, «la discussione è inevitabile, al livello dell'intera Ue».
Il premier belga, infine, ha riconosciuto che «la situazione in Grecia resta preoccupante».
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