15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
Verso il vertice ECOFIN

Assedio alla Germania

La Commissione europea ha fatto subito eco al Fondo monetario internazionale, e si profila quasi un «assedio alla Germania» al Consiglio Ecofin informale che si svolgerà venerdì e sabato a Milano. Berlino «ha i margini» per fare di più sugli investimenti infrastrutturali. Non solo aiuterebbe la sua crescita economica, ha affermato Bruxelles, ma anche il riequilibrio di tutta l'area euro.

MILANO - La Commissione europea ha fatto subito eco al Fondo monetario internazionale, e si profila quasi un «assedio alla Germania» al Consiglio Ecofin informale che si svolgerà venerdì e sabato a Milano. Berlino «ha i margini» per fare di più sugli investimenti infrastrutturali. Non solo aiuterebbe la sua crescita economica, ha affermato Bruxelles, ma anche il riequilibrio di tutta l'area euro. Precedentemente la direttrice del Fmi Christine Lagarde aveva sollecitato il governo tedesco ad aumentare le spese pubbliche sugli ammodernamenti di infrastrutture. Quantificando perfino con precisione la richiesta: serve mezzo punto di Pil all'anno in più.
A sua volta la Germania sembra già entrata in una mentalità da assediata, ruolo che a più riprese ha già sopportato (con non poca efficacia) negli innumerevoli vertici europei che si sono susseguiti durante la crisi dei debiti. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha innanzitutto cercato di eludere la trappola facendo trapelare che sta studiando, in vista dell'Ecofin, delle proposte congiunte con la Francia proprio sul rafforzamento degli investimenti. Ma che invece di far ricorso ai bilanci pubblici chiamerebbero in causa un aumento dei finanziamenti privati.

SCHAEUBLE INAMOVIBILE - Poi ha alzato più esplicitamente il ponte levatoio: sforare le regole di bilancio allo scopo di rafforzare la crescita economica sarebbe «un errore e non prenderemo questa strada», ha detto chiaro e tondo in un articolo su un quotidiano tedesco. E di riportare il bilancio in deficit, proprio ora che si è riusciti a rimetterlo in pareggio dopo oltre 50 anni di disavanzi, non ne vuole proprio sapere. L'equilibrio «Non è fine a sé stesso ma è un segno che si può contare su di noi. Lo abbiamo promesso: è l'unico modo di garantire la fiducia».
«In questi anni abbiamo dimostrato che una politica di bilancio solida è la cosa migliore per crescita e lavoro», ha insistito il ministro tedesco. E dati alla mano è difficile contraddirlo. Delle quattro grandi economie di Eurolandia la Germania è l'unica con i conti praticamente in ordine ed è quella che gode di gran lunga del miglior stato di salute.

EXPORT DA RECORD - Ma le cose sono più articolate e complesse. Lo si è visto nei recenti dati sul commercio con l'estero tedesco, con l'export di luglio che per la prima volta ha superato la soglia simbolo dei 100 miliardi di dollari. Un exploit in buona misura favorito dai recenti cali dell'euro, innescati dalla virata espansiva della Bce che proprio in Germania molti hanno criticato.

VANTAGGIO COMPETITIVO - In pratica, come già accaduto negli anni scorsi, la Germania si trova a godere di un vantaggio competitivo legato al fatto che fa parte di una Unione monetaria in cui diversi paesi si trovano in una situazione ben diversa dalla sua, più difficile, e che quindi richiede una politica monetaria più morbida di quella che ci sarebbe se ci fosse ancora il marco.
E intanto Berlino non sembra «restituire» granché ai partner in affanno: sempre a luglio, se le esportazioni sono balzate del 4,7 per cento dal mese precedente, l'import della Germania è invece calato dell'1,8 per cento.

RIEQUILIBRIO DELL'UNIONE VALUTARIA - Venerdì e sabato quindi, gli incontri tra ministri e banchieri centrali, che come di consueto si apriranno con dall'Eurogruppo, saranno occasione anche per parlare anche di «riequilibrio» nell'Unione valutaria euro, per usare il termine usato dalla Commissione europea. Con un interlocutore navigato come Schaeuble il titolare dell'Economia, Pier Carlo Padoan, che presiederà i lavori nell'ambito del semestre italiano, dovrà far ricorso a tutte le sue capacità diplomatiche. Sul tavolo inoltre ci saranno le proposte di rafforzare la governance comune sulle riforme strutturali, avanzate anche dalla Bce di Mario Draghi.