Ecofin

Conti pubblici e banche venete, Padoan: «Stiamo lavorando con le istituzioni Ue»

Il ministro dell'Economia è intervenuto in conferenza stampa dopo l'Ecofin che si è svolto in Lussemburgo sia sulla manovra bis che sulla crisi delle banche venete

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto in conferenza stampa a margine dell'Ecofin.
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto in conferenza stampa a margine dell'Ecofin. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

LUSSEMBURGO – All'ordine del giorno della conferenza stampa al termine dell'Ecofin del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ci sono la manovrina del governo Gentiloni e la crisi delle banche venete. Per quanto riguarda la manovra bis, «non ci sono indicazioni che possa essere rigettata» la richiesta italiana di fare un aggiustamento dello 0,3% nel 2018. In particolare, nelle raccomandazioni specifiche approvate dall'Ecofin che si è svolto nelle scorse ore a Lussemburgo è scritto fra l'altro che «il Consiglio in generale ritiene che l'Italia debba tenersi pronta a prendere nuove misure per assicurare il rispetto del Patto» nel 2017- 2018, ma «la valutazione dei conti sarà fatta tenendo conto della condizioni del ciclo economico».

Padoan: Nessun rigetto all'orizzonte
La Commissione europea risponderà a stretto giro alla lettera del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan sulla portata della correzione ai conti 2018 e «non ci sono i numeri, non ci sono indicazioni che mi facciano pensare che questa nostra decisione annunciata possa essere rigettata", ha ribadito ancora una volta il numero uno del Mef. Nella missiva il ministro ha comunicato alle autorità Ue che l'Italia intende operare una correzione al bilancio strutturale pari allo 0,3 per cento del Pil sul prossimo anno. «A me sembra che le giustificazioni dello 0,3 per cento siano solide in sé - ha sottolineato Padoan - e coerenti con il quadro di politica europea».

Prosegue il dialogo con la Commissione Ue
«La Commissione - ha proseguito il ministro - ha anticipato che risponderà a quella lettera, come è nella buona educazione istituzionale. Mi sembra che il clima generale di valutazione dell'intonazione della politica fiscale sia più equilibrato che in passato: si deve continuare il consolidamento, ma anche sostenere la crescita».Anche il vicepresidente della Commissione europea responsabile per l'euro, Valdis Dombrovskis, dal canto suo ha affermato che «per quanto riguarda la pianificazione di bilancio e la lettera che Padoan ha inviato a me e Moscovici, naturalmente siamo pronti a lavorare per dare consulenza e fornire ogni possibile guida tecnica che dovesse essere necessaria per facilitare la pianificazione di bilancio d'autunno».

Sulla crisi delle banche venete: Stiamo lavorando
Quindi il ministro dell'Economia del governo Gentiloni è tornato sulla crisi delle banche venete: «confermo che stiamo lavorando duramente e proficuamente con le istituzioni europee coinvolte e sono fiducioso che una soluzione positiva sarà raggiunta a breve». Il modo con cui l'Italia ha impostato la strada per risolvere il caso Monte Paschi di Siena prima, e quello sulla Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca «è assolutamente coerente con le regole. Lo vorrei ribadire con estrema chiarezza", ha aggiunto ancora il ministro. Più in generale, dalle discussioni di questi giorni «mi è sembrato che ci sia da parte di tutti i soggetti coinvolti la volontà di trarre tutte le lezioni possibili dai casi concreti» per migliorare le regole. Perché il come si applicano a livello pratico le norme sull'Unione bancaria «è ancora in parte un terreno inesplorato». Soprattutto in situazioni difficili, alla prova dei fatti può dimostrarsi più difficile del previsto. «Bisognerà riflettere in futuro, anche alla luce delle informazioni che potranno rendersi disponibili» come per esempio sul caso del Banco Popular in Spagna «ma è ancora presto», ha concluso Padoan.