7 dicembre 2019
Aggiornato 12:30
i precedenti del presidente dell'eurogruppo

Banche, quando il falco Dijsselbloem azzerò i bond di Sns Bank

Il presidente dell'Eurogruppo non manca di coerenza. Quando chiese la nazionalizzazione della Sns Bank, la quarta banca del suo paese, voleva azzerare anche le obbligazioni senior

ROMA - Al falco Jeroen Dijsselbloem non si possono muovere critiche sulla coerenza. Il presidente dell'Eurogruppo da oltre tre anni non è severo solo con i paesi periferici dell'area euro. Anzi. A casa propria ha dimostrato di essere ancor più intransigente. Pochi giorni dopo la nomina a presidente dell'Eurogruppo, come ministro delle finanze olandese inviò una lettera al parlamento per la nazionalizzazione della Sns Bank, quella che allora era la quarta banca del paese.

Il presidente dell'Eurogruppo non manca di coerenza
Ancora non c'erano le norme sul bail-in, entrate in vigore solo dallo scorso gennaio. Ma Jeroen Dijsselbloem convinse il governo a nazionalizzare la banca che soffriva, come molte banche irlandesi, per la crisi dell'immobiliare. Nella lettera Dijsselbloem sottolineava che oltre alle azioni, anche le obbligazioni subordinate dovevano essere azzerate. Nemmeno un centesimo ai possessori di bond subordinati.

La nazionalizzazione della Sns Bank
Sempre in quella lettera il ministro olandese si dichiarava favorevole anche a tagliare le obbligazioni senior pur di tutelare «un milione di conti correnti» e salvaguardare la stabilità finanziaria dell'Olanda. Nella vicenda della nazionalizzazione della Sns Bank con 3,7 miliardi di euro, tuttavia, i risparmiatori non ebbero lo stesso trattamento. I residenti alla fine riuscirono a spuntare un modesto rimborso (deciso non dal governo ma da un perito indipendente nominato dal tribunale) mentre quelli esteri (anche alcuni italiani) non rientrarono neanche di un euro.

(fonte Askanews)