Tasse

IMU e Tasi ci costano 20 miliardi di euro: un salasso che colpisce i più poveri

L'acconto IMU-Tasi sulla prima casa costerà ai contribuenti italiani oltre 10 miliardi di euro a giugno, ma la Commissione Ue chiede al nostro Paese di fare di più

E' stato l'ex premier, Matteo Renzi, ad abolire l'IMU sulla prima casa. Ora l'Ue chiede di reintrodurla per i redditi più alti.
E' stato l'ex premier, Matteo Renzi, ad abolire l'IMU sulla prima casa. Ora l'Ue chiede di reintrodurla per i redditi più alti. (ANSA)

ROMA - L’acconto Imu-Tasi sulla prima casa costerà ai contribuenti italiani ben 10,1 miliardi di euro solo nel mese di giugno. Tale è la cifra monstre che verrà versata in queste ore all’erario, mentre quella complessiva dell’imposta immobiliare supererà i 20,2 miliardi di euro a fine anno. Una bella stangata per tutti i contribuenti. Il versamento, secondo i dati della sigla sindacale Uil, riguarderà 25 milioni di proprietari di immobili: il 41% dei quali sono pensionati e lavoratori dipendenti. Un salasso che colpisce soprattutto le fasce più deboli della popolazione, quelle che fanno più fatica a pagare il dovuto al Fisco. Ma sulla tassazione degli immobili oggi sono intervenuti anche i ministri dell'Ecofin.

La sollecitazione dei ministri dell'Ecofin
I ministri delle Finanze dell'Unione europea hanno approvato le raccomandazioni specifiche per ogni Paese proposte dalla Commissione, che per l'Italia includono la richiesta di «reintrodurre l'Imu sulle prime case per le famiglie ad elevato reddito», assieme a una riforma degli estimi catastali. In generale, si raccomanda di «spostare il carico fiscale dai fattori di produzione verso tasse meno frenanti sulla crescita».La sollecitazione dell'Ecofin non è nuova alle nostre orecchie, perché noi del Diariodelweb avevamo già avuto modo di sottolineare come l'abolizione dell'IMU sulla prima casa – realizzata dal governo Renzi - avrebbe avvantaggiato le fasce più ricche della popolazione a discapito di quelle più povere.

LEGGI ANCHE Riforma del catasto, la vera ragione? Aggredire il risparmio degli italiani per sanare il debito pubblico

Le raccomandazioni all'Italia
Oggi la Commissione Ue è tornata sul tema chiedendo al nostro Paese di «perseguire uno sforzo di correzione consistente nel 2018, in linea con i requisiti del braccio preventivo del patto di stabilità di di crescita» ma anche «tenendo conto della necessità di sostenere la ripresa in corso».Va inoltre rilevato che di recente anche il Fondo monetario internazionale è tornato a rivolgere richieste analoghe alla Penisola, anzi anche più nette premendo per la reintroduzione di una tassazione sulla prima casa senza nessuna esenzione di reddito al fine di drenare risorse economiche da investire nella crescita. Il secondo punto delle raccomandazioni approvate dall'Ecofin riguarda invece la riduzione dei tempi della giustizia civile, la lotta alla corruzione e la riforma della pubblica amministrazione. Al terzo punto, i ministri Ue invitano poi l'Italia a facilitare una accelerazione dello smaltimento dei crediti deteriorati nelle banche. Quarto e ultimo punto è la raccomandazione sul decentramento delle contrattazioni collettive e sulla razionalizzazione delle spese sociali.