20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Padoan e l'Eurotassa

Ue, arriva l'Eurotassa sulle transazioni finanziarie. E l'Italia fa il bis con la Tobin tax

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ne ha dato l'annuncio alla conferenza stampa dell'Ecofin che si è svolto in Lussemburgo. Il negoziato per la tassa europea sulle transazioni finanziarie è quasi concluso

LUSSEMBURGO – E' arrivo un'altra Eurotassa. A darne l'annuncio è lo stesso ministro dell'Economia del governo Renzi, Pier Carlo Padoan, a margine della riunione dell'Ecofin che si è svolta in Lussemburgo. Si tratta della prima tassa europea sulle transazioni finanziarie. In Italia la Tobin Tax esiste già perché venne introdotta dal governo Monti, ma all'orizzonte si profila un aumento. O una tassa bis, nel peggiore dei casi.

La tassa europea sulle transazioni finanziarie
La cooperazione rafforzata fra 10 Stati membri dell'Ue per una tassa comune sulle transazioni finanziarie ha fatto dei «passi avanti» durante la riunione dei ministri finanziari dei paesi interessati, che si è svolta a Lussemburgo lunedì sera a margine dell'Eurogruppo. Lo ha riferito il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, durante la sua conferenza stampa al termine della riunione dell'Ecofin, che si è svolta sempre nel Lussemburgo. I 10 ministri dell'Eurozona hanno affidato alla Commissione europea, rappresentata alla riunione dal commissario agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, «l'incarico di preparare una bozza per il lancio a breve termine della misura».

Il negoziato è quasi concluso
«Non tutto è ancora risolto, ma siamo alla fine», ha annunciato Padoan. Ai giornalisti che chiedevano quali fossero i punti ancora non risolti nel negoziato, il ministro ha risposto che «i punti aperti sono quelli relativi a valutazioni d'impatto che richiederanno una minima fase di transizione». Questo perché «quando questi punti si traducono in normativa non si sa subito come andranno le cose effettivamente». E' importante notare, ha continuato Padoan «che questa nuova misura fiscale si andrà a collocare su strutture fiscali nazionali tra loro molto diverse», e questa è stata la ragione fondamentale per cui c'è voluto tanto tempo per mettersi d'accordo tutti.

Le quote non sono state ancora decise
«Dove sarà effettivamente applicata la tassa - ha riferito ancora Padoan - non vorrei anticiparlo; vi dico solo che ci sono accordi sui principi generali»: quali sono le attività tassabili e quali non lo sono, con quali misure e così via. Secondo Padoan si tratta di «una cosa abbastanza complessa, che adesso verrà messa a punto dalla Commissione». Il ministro ha poi precisato che le aliquote non sono ancora state decise; ma sono stati definiti i criteri di fissazione delle aliquote, e soprattutto i criteri su «cosa bisogna tassare e cosa non bisogna tassare, un elemento che può produrre divisioni tra i paesi».

E' in arrivo una Tobin Tax bis?
Il progresso compiuto, insomma, riguarda i cosiddetti 'driver', cioè gli elementi cardine: l'ambito della tassazione, i principi che la definiscono, che sono stati ottenuti con molta fatica perché «ripeto ognuno parte da una situazione diversa e bisogna definire uno spazio fiscale, tributario comune, tenendo conto che ognuno reagisce in modo diverso», ha ribadito Padoan. «L'Italia - ha sottolineato il ministro - è uno dei pochi paesi che ha già uno strumento di questo tipo», una tassa finanziaria «che dà un gettito non indifferente e costa pochissimo in termini di gestione». Se la tassa sulle transazioni finanziarie stabilita con la cooperazione rafforzata a 10 sarà «complementare o sostitutiva» rispetto alla misura già in vigore in Italia «dipende dalle modalità con le quali si introdurrà questa misura europea», ha concluso Padoan lasciando aperta la porta per una Tobin Tax bis nel Belpaese.