20 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Come i fondi d'investimento statali di Qatar e Cina stanno comprando Deutsche Bank, e quindi l'Europa

In un articolo pubblicato dal Sueddeutsche Zeitung, dall’evocativo titolo «Da dove vengono i soldi» viene ricostruita la vicenda: il fondo d’investimento HNA, cinese, ha aumentato in primavera la sua quota di partecipazione nel colosso bancario tedesco al 9,9% e che quote altrettanto corpose sono detenute da due sceicchi della famiglia regnante del Qatar. Totale, 20%.

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Renzi e la sua «terza posizione» sull'Europa

Il premier a Cagliari: dobbiamo trovare una «terza via» fra quelli che «urlano, gridano e screpitano 'fuori dall'Ue, non rendendosi conto che non esiste uno spazio fuori dall'Europa» e quelli che invece «nel nome di ce lo chiede l'Unione, hanno accettato tutto»

Putin prepara lo scacco matto (energetico) all'Ue

Nei progetti di Vladimir Putin non c'è solo il Turkish Stream. Negli ultimi mesi la Russia è tornata alla ribalta della geopolitica energetica mondiale tessendo una fitta rete di alleanze strategiche con la Turchia, la Grecia, la Germania e la Cina

Rivoluzione in società: ecco come cambia il Milan cinese

La fine dell’epopea berlusconiana rappresenta un momento epocale della storia del Milan. Ora si volta pagina con i cinesi, appoggiati dal governo di Pechino, e la novità in società sono significative: Fassone nuovo ad, caccia a un direttore sportivo e apertura ad una vecchia gloria rossonera.

Pechino a un bivio: manderà delegazione al congresso dei lavoratori coreani?

Quello che un tempo sarebbe stato un fatto ovvio, lo è molto meno dopo l'evidente raffreddamento dei rapporti in seguito al test nucleare di inizio anno e ai lanci di missili balistici effettuati da Pyongyang che hanno portato Pechino a essere tra i più decisi promotori di pesanti sanzioni nei confronti della Corea del Nord.

Cina, piano in 10 punti per rilanciare la crescita

Pechino ha tagliato le sue stime di crescita per il 2016, annunciando che il Pil si fermerà attorno al 6,5-7%. Il governo cinese ha anche annunciato che intensificherà le misure per il rilancio a scapito del deficit pubblico che quest'anno raggiungerà il 3% del Pil (contro il 2,3% del 2015).